Il Tirreno

Lucca

Il chiarimento passa dal versamento improcrastinabile di 400mila euro da parte del Gruppo Valore, azionista di maggioranza

Giuliani e Valentini alla resa dei conti

Luca Tronchetti
<b>LA ROTTURA.</b> Tra Valentini e Giuliani c&#146;&egrave; il rischio che si consumi un divorzio nel nome della Lucchese
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LA ROTTURA. Tra Valentini e Giuliani c’è il rischio che si consumi un divorzio nel nome della Lucchese

Un preliminare d'acquisto di quote era stato sottoscritto mesi addietro dal Consorzio Etruria

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 LUCCA. Una settimana per arrivare a un chiarimento tra i due soci, un mese o al massimo due per trovare una soluzione che passa dall'improcrastinabile versamento di 400mila euro del Gruppo Valore nelle casse sociali dell'As Lucchese Libertas. Denaro necessario per far fronte agli impegni presi ad inizio stagione pagando la quota parte (80%) degli stipendi ai calciatori, dei versamenti contributivi e verso l'Erario e per sistemare pendenze nei confronti di dipendenti e qualche fornitore. Il tempo delle mediazioni e dei rinvii è scaduto. L'azionista di maggioranza, Giovanni Valentini, deve dire cosa vuol fare nel prossimo futuro della Lucchese. Perchè se entro il 15 febbraio non versa quanto dovuto la squadra va incontro alle penalizzazioni in classifica. Un punto in meno per ogni voce non saldata (stipendi, Enpals, Irap, Iva, ecc.).  L'atteggiamento tenuto negli ultimi tempi dall'azionista di maggioranza non promette nulla di buono, perchè all'assemblea dei soci fissata il 29 dicembre - quella che avrebbe dovuto ratificare le dimissioni del presidente Giuliano Giuliano, poi annunciate in un comunicato stampa il 5 gennaio - Valentini non si è presentato per impegni di lavoro.  E quando è stato ricontattato per fissare una nuova data ha fatto sapere che se ne sarebbe andato in vacanze alle Isole Mauritius. Un segnale di disinteresse verso la squadra - nel frattempo precipitata nella zona playout - e avvalorato dalla mancanza di versamenti dovuti che risale ai primi di novembre, nonostante assicurazioni fatte più volte ai calciatori e poi mai concretizzatesi.  Da quella data infatti il socio di minoranza - l'ex presidente Giuliano Giuliani - ha dovuto far fronte da solo a tutti gli impegni. Arrangiandosi con gli incassi, con gli sponsor, con gli introiti delle tessere vip e versando più di quanto gli sarebbe spettato, ha pagato ad inizio dicembre (con una quindicina di giorni di ritardo sui tempi stabiliti ad inizio stagione) quando dovuto per il mese di ottobre. Ma poco prima delle festività natalizie la situazione è precipitata e i giocatori - per la prima volta dall'agosto 2008, data che ha sancito la nascita della nuova Lucchese originarimente denominata Sporting - sono andati a casa per il periodo di vacanza senza aver riscosso gli emolumenti. Una circostanza che ha mandato in bestia l'ex presidente Giuliani provocando una rottura difficilmente sanabile con l'azionista di maggioranza.  La società comunque, anche per il mese di novembre, ha provveduto a versare i contributi previdenziali e le spettanze all'Erario. Ma ora la situazione si fa drammatica perchè lunedì sera scade il versamento dell'Iva oltre alla mensilità di dicembre. E se la Valore non provvederà stavolta non sarà possibile nemmeno pagare i contributi assistenziali. Si capiscono quindi la cessione del giovane portiere Citti alla Juve, l'addio a Chadi e i prestiti di Pera e Mariotti, resisi necessari per far cassa e alleggerire il monte ingaggi. Stesso discorso potrebbe essere fatto per la vendita a giugno del cartellino di Pezzi, Di Lorenzo e Baldanzeddu.   GLI SCENARI . A questo punto la palla passa a Valentini. O paga e tira avanti almeno sino a giugno per poi chiedere il conto al comune di Lucca, nel caso in cui la variante per la ristrutturazione del Porta Elisa non passi il vaglio del consiglio comunale (e nelle more c'è anche la vicenda dei terreni in viale Einaudi a S. Anna che potrebbe portare a un contenzioso di natura civilistica con l'amministrazione e l'intero consiglio comunale), oppure - come avrebbero detto alcuni soci della Valore e lo stesso Valentini in almeno un paio di circostanze - vende le sue quote ad imprenditori interessati ad acquisire la Lucchese Calcio. Che siano della provincia o di fuori, evitando accuratamente di portarsi in casa un altro Fouzi Hadj.  Per la verità un preliminare d'acquisto di quote (il 40% del capitale sociale) era già stato sottoscritto prima della fine dello scorso campionato. La controparte? Il Consorzio Etruria, interessato allo stadio e con alle spalle Monte dei Paschi e Unicoop. Ma alla fine il preliminare è rimasto sulla carta. C'è poi un'altra questione da non sottovalutare e riguarda direttamente il progetto e i finanziamenti necessari per la ristrutturazione dello stadio. È in grado oggi il Gruppo Valore con la crisi immobiliare e la mancanza di liquidità sul mercato di poter disporre delle risorse (leggasi finanziamenti bancari o privati) per realizzare quel tipo d'intervento da 40 milioni per far diventare il Porta Elisa uno stadio moderno, funzionale, all'avanguardia e vivibile 365 giorni l'anno?  UN AIUTO DAGLI ENTI . Inutile dire che l'As Lucchese Libertas 1905 si aspetta poi un aiuto importante da Comune e Provincia in relazione ai terreni di S. Donato. Settantamila metri quadrati che potrebbero (i permessi ad Enel e Provincia sono già stati richiesti e la pratica è in fase di ultimazione) essere utilizzati per installare pannelli fotovoltaici e produrre energia pulita. La casse sociali rossonere ne ricaverebbero circa 400mila euro all'anno. Un po' come accadeva per la gestione del parcheggio di piazza Grande negli anni Novanta, all'epoca della Lucchese di Maestrelli.  21 GENNAIO . È la data della convocazione dell'assemblea dei soci e successivamente del Cda composto da Giuliani, Valentini e Giovannini alla presenza dei sindaci revisori (presidente Gabriele Nencini, membri del collegio Raffaella Andreotti e Pier Luigi Bacchereti). Lì le carte verranno scoperte. Di certo c'è che Marco Scaltritti di Terra Uomini e Ambiente è disponibile a entrare nella società con un piccola quota (2-3%).  Una goccia nel mare. E che l'ex patron Giuliano Giuliani è disposto a restare nella Lucchese con una quota minoritaria (20-30%). Ma per completare il quadro societario manca ancora il 65-75%. Chi sarà interessato a rilevarlo se Valore se ne andrà?  

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