Il Tirreno

Lucca

Rapinatore condannato a 5 anni

Luca Tronchetti
L’ufficio postale di Borgo a Mozzano assaltato il 5 ottobre scorso
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L’ufficio postale di Borgo a Mozzano assaltato il 5 ottobre scorso

Fu arrestato dopo il sanguinoso assalto alle poste

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 LUCCA. Stavolta la Giustizia è stata rapida e in tre mesi l'imputato è stato processato, condannato e al momento resterà in carcere. Cinque anni di reclusione e 2mila euro di multa per Marco Marotta, 33 anni, romano, arrestato dai carabinieri del reparto investigativo diretti dal capitano Salvatore Pennisi per la tentata rapina all'ufficio postale di Borgo a Mozzano finita nel sangue.  L'imputato è stato condannato con rito abbreviato davanti al giudice dell'udienza preliminare Simone Silvestri. Nei suoi confronti il pubblico ministero Antonio Mariotti aveva chiesto 6 anni e 8 mesi e 2200 euro di multa. Il legale di Marotta invece aveva chiesto per il suo assistito gli arresti domiciliari che gli sono stati negati dal giudice. Durante l'inchiesta il malvivente non avrebbe collaborato con gli inquirenti e al momento dell'arrivo dei carabinieri nell'ufficio postale Marotta si sarebbe consegnato ai militari alzando le mani e dicendo «non mi sparate, sono un professionista» come a sottolineare, stando alla pubblica accusa, che non era nuovo a colpi del genere e sapeva bene come comportarsi al momento della cattura.  Era il 4 ottobre 2010 quando pochi minuti prima delle 8 una gang era entrata in azione allo sportello di Borgo a Mozzano. Mario Tomaselli, 38 anni, romano, probabilmente il capo della banda e l'unico ad impugnare una pistola - risultata poi un'arma giocattolo - fu ucciso da tre colpi sparati da una guardia giurata che aveva risposto alla reazione del malvivente. Tra l'altro la posizione del vigilantes, Roberto Ottimi, indagato per omicidio volontario con l'esimente della legittima difesa, nei prossimi mesi verrà archiviata dalla procura della Repubblica.  Nell'assalto finito in tragedia i carabinieri avevano catturato Marco Marotta, romano del quartiere Tuscolano, rimasto all'interno dell'ufficio postale: non era armato e non oppose resistenza. Ma interrogato dal gip non rivelò il nome del complice fuggito in auto e nemmeno del «collega» morto durante la rapina. Nessuna collaborazione con gli inquirenti che, grazie all'intuito di un sottufficiale di pg (il maresciallo dei carabinieri Galluzzo, in servizio alla procura della Repubblica) e del sostituto Antonio Mariotti, arrivarono alla cattura anche del terzo uomo: Claudio Tomaselli, 30 anni, operaio in una cartiera a Porcari, fratello del bandito ucciso, e che ha chiesto e ottenuto il patteggiamento della pena. Una banda organizzata che comunicava attraverso ricetrasmittenti evitando di parlare con il cellulare e quindi di poter essere intercettata.

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