La manifestazione
Frana, evacuate quindici persone
Barbara Antoni
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La frana dellaltro ieri a San Pellegrinetto (Vergemoli) San Pellegrinetto, partiti i lavori per una strada alternativa: sarà pronta in dieci giorni
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VERGEMOLI. Devono abbandonare le loro case i quindici abitanti della frazione di San Pellegrinetto, la frazione aggredita l'altroieri da una frana che ha cancellato un tratto di quaranta metri della strada per Campolemisi. «Valutata la difficoltà per la popolazione a rimanere in questi luoghi» il sindaco Michele Giannini ieri ha emesso un'ordinanza di evacuazione completa. Prima ha eseguito un sopralluogo, durante il quale la situazione è apparsa in tutta la sua pericolosità. Sempre ieri, Giannini ha affidato i lavori per la realizzazione di un bypass (una strada sopra la frana) sul versante di Fornovolasco. Ci vorrà una decina di giorni prima che sia percorribile; sarà comunque adibita al passaggio dei soli abitanti e dei mezzi di soccorso. Oggi ci sarà un ulteriore sopralluogo, con la Provincia e la Regione, ente nel quale il sindaco confida per il pagamento dei lavori. Le casse del suo Comune - che con 330 residenti si estende su 33 chilometri quadrati di territorio montagnoso - non hanno risorse per un intervento del genere. Ancora disagi a Sillano. Purtroppo, negli ultimi mesi il territorio garfagnino ha dovuto molto spesso fare i conti con frane grandi e piccole. L'ultima di dimensioni ragguardevoli si è verificata nei giorni di Natale, sul territorio di Sillano, in particolare nelle frazioni di Dalli di Sopra e Dalli di Sotto; anche in questo caso, le famiglie sono rimaste isolate. «Stiamo lavorando giorno e notte per ripristinare la strada di Sillano - dice l'assessore provinciale alla protezione civile Emiliano Favilla -, dove la situazione, dopo la frana, è di estremo disagio: dai luoghi colpiti per arrivare al capoluogo bisogna percorrere una viabilità alternativa per trenta chilometri, tutti su strade di montagna». Per questa opera c'è stato un contributo eccezionale della Regione di 250mila euro. Un rischio continuo. Tre, secondo Favilla, le cause principali delle frane in Garfagnana. La prima è la fragilità caratteristica di questo territorio; la seconda è l'assenza, ormai, di regimazione delle acque; la terza l'esodo progressivo da questi luoghi. «Finché i terreni sono stati curati, coltivati, e le acque canalizzate - dice Favilla - le frane erano molto meno frequenti. Ora i terreni sono abbandonati e le acque piovane non sono più regimate. Ai cittadini che sono rimasti chiediamo di curare i terreni il più possibile. Ai sindaci chiediamo di fare ordinanze perché le piante lungo strada vengano tagliate. Soprattutto quando nevica, si caricano a tal punto da provocare frane. Anche dal governo centrale l'attenzione al territorio è venuta meno. Non ci sono più fondi per la sua manutenzione; così interveniamo sulle frane solo quando sono accadute; sarebbe meglio prevenire o intervenire su problemi ancora piccoli». Riapre la regionale 445. Riapre al traffico oggi alle 18 la regionale 445 nell'abitato di San Donnino, comune di Piazza al Serchio, chiusa dal 24 dicembre per il cedimento di un muro di sostegno, causato dal maltempo. Dopo un primo intervento dei vigili del fuoco, sono scattati i lavori della Provincia (20mila euro) affidati alla ditta "Carrari" ed eseguiti a tempo di record (dieci giorni). Buche ad Antisciana e Gragnanella. A Castelnuovo, il consigliere di Prima Castelnuovo, Francolino Bondi, ha presentato un'interrogazione al sindaco Gaddo Gaddi in cui spiega che «da tempo la carreggiata della strada fra Antisciano e Gragnanella presenta vistosi tratti pieni di buche che mettono a rischio l'incolumità dei cittadini sia che transitino a piedi che in auto e moto. Occorre un intervento urgente».
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