Proteste
Crac Lucchese, prime condanne
Luca Tronchetti
◗
A sinistra in alto Giusti in basso Kutufa e nella foto grande lex presidente Fouzi Ahmed Hadj (vip) L'ex ds Giusti patteggia 2 anni, ai sindaci revisori ammenda di 6800 euro
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Prime sentenze per il crac della vecchia As Lucchese Libertas 1905 dichiarata fallita dal tribunale nel novembre 2008 dopo essere stata sepolta da debiti per oltre 6 milioni. Silvio Giusti, 43 anni, nato a Carrara, 280 partite da calciatore con la maglia rossonera e direttore sportivo del club nella stagione 2007-2008, ha ottenuto il patteggiamento a 2 anni. Era accusato di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio e con la sentenza del giudice dell'udienza preliminare Simone Silvestri esce definitivamente dal processo. Una decisione presa da Giusti in accordo con il suo legale Gianfelice Cesaretti per chiudere con il passato. Pronunciata la sentenza anche per i tre sindaci revisori dei conti accusati di falso in bilancio: il ragionier Andrea Papini di Pisa (presidente del collegio) e i membri effettivi Gianluca Musetti e Giuseppe Altadonna entrambi di Carrara. Il gup li ha condannati con rito abbreviato a sei mesi di arresto con la trasformazione in pena pecuniaria: 6800 euro ciascuno (poco più di 1100 euro al mese) perchè i fatti sono antecedenti al 2009 (per vicende successive la sanzione è di 7500 euro mensili). Rinviati a giudizio - il processo si terrà il 1º marzo davanti al collegio del tribunale (presidente Annarumma, a latere Di Grazia e Nerucci) - l'ex presidente Fouzi Hadj, 57 anni, di Pieve Ligure, difeso dall'avvocato Florenzo Storelli; l'ex amministratore unico Massimo Kutufa; il membro del consiglio di amministrazione Giovanni Torre, accusato di bancarotta documentale, e la moglie di Hadj, Alisa Pilipenko, 44 anni, ucraina, intestataria dei conti correnti su cui passava il denaro che gli inquirenti ritengono essere stato distratto dalle casse sociali della Lucchese. A giudizio anche la vecchia Lucchese in base al decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche a carico di enti e società e rivolto esclusivamente a colpire il patrimonio di aziende o imprese che hanno tratto vantaggio dalla commissione di reati di falso e societarie. Al processo è stato ammesso come parte civile anche il curatore fallimentare, avvocato Francesco Giannecchini, che si costituirà per la bancarotta che nel 2008 portò al fallimento della Lucchese. PRINCIPALE IMPUTATO. Per il sostituto procuratore Piero Capizzoto, titolare dell'inchiesta, non ci sono dubbi: sarebbe Hadj il dominus del processo. A lui la Procura imputa il crac di quasi 6 milioni e indebiti prelevamenti dalle casse sociali per oltre 600mila euro. Secondo la ricostruzione dell'accusa, la storia dell'uomo d'affari calato a Lucca il 12 agosto 2005 sarebbe costellata di versamenti mai effettuati, di bonifici fasulli, di pagamenti fittizi che avrebbero portato progressivamente a ridurre la società a un cumulo di debiti sino alla mancata iscrizione ai campionati professionisti il 15 luglio 2008 e alla declaratoria fallimentare del tribunale il 19 novembre 2008. Dalle indagini delle fiamme gialle sarebbe emerso che un assegno bancario di 500mila euro rilasciato da Hadj era privo di copertura e successivamente l'allora plenipotenziario della gloriosa squadra rossonera l'avrebbe strappato di fronte a un'impiegata della Lucchese. Poi, sempre per la ricostituzione del capitale, l'ex presidente - stando all'accusa - avrebbe presentato un falso bonifico bancario da 500mila euro proveniente da una banca svizzera. Per la Procura, dall'avvento di Hadj sino alla sua caduta i bilanci in rosso sarebbero stati inizialmente ripianati con l'abbattimento del capitale sociale e poi artefatti con assegni scoperti. La situazione precipitò con la denuncia della Covisoc (commissione di vigilanza delle società di calcio) a fine aprile 2008 per l'omesso versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals. GLI ALTRI ACCUSATI Giovanni Torre, che si dimise dall'incarico di consigliere d'amministrazione il 7 maggio 2008, è accusato di bancarotta documentale. L'ex presidente di Lucca Polo Fiere e Itinera entrò a far parte del cda rossonero a fine del settembre 2007 e sino alla data delle sue dimissioni non ebbe sentore che i pagamenti all'Erario non fossero stati effettuati. Kutufa, braccio destro di Hadj, subentrò allo stesso presidente nel maggio 2008 come amministratore unico fino a un mese prima del crac societario.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
