Il dolore
68mila metri quadri di nuove case
Ilaria Bonuccelli
Nell'ultimo anno, concessioni soprattutto a S. Anna, S. Concordio e Antraccoli
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LUCCA. Ufficialmente erano bloccate (o quasi) le concessioni edilizie nell'ultimo anno. Ma dal dicembre 2009 a due giorni fa, il Comune è riuscito, ugualmente, ad autorizzare appartamenti (fra nuove case e ampliamenti) per oltre 68mila metri quadri: una quantità quasi doppia di quella che resta ancora da edificare, prima di esaurire le previsioni del piano strutturale e del regolamento urbanistico. Con queste cifre, ieri sera è andata in consiglio comunale la variante di riallineamento fra i due strumenti di governo del territorio che, come ufficializzato nel monitoraggio del dicembre 2009, erano in netto contrasto. O meglio: la radiografia reclamata dai gruppi di opposizione e anche da Governare Lucca (già piena di dubbi sulla politica urbanistica del Comune, quando ancora era in maggioranza) aveva dimostrato che già oltre un anno fa si era costruito più del consentito in zone come S. Anna e San Concordio, lasciando indietro molti altri quartieri. La variante attuale è stata voluta proprio per far tornare i conti delle superfici residenziali, sanado una situazione che nell'ultimo anno si è solo aggravata. Da fine 2009 a oggi, infatti, si è continuato a costruire nelle zone già sature: a S. Anna e dintorni (finora divisa in due Utoe, in due aree urbanistiche) sono stati autorizzati in un anno altri 16.500 metri quadri di abitazioni; lo stesso a San Concordio si è edificato molto: circa 12.500 metri quadri nuovi in poco più di un anno. Anche se, la più forte colata di cemento si è registrata nell'utoe di Antraccoli, Picciorana, Tempagnano e San Cassiano a Vico. Notevole anche l'incremento di abitazioni registrato nella zona di S. Filippo, S. Marco e Arancio. A furia di costruire appartamenti (o di ampliare le abitazioni esistenti), è rimasta una superficie ridotta per nuove case e la maggior parte dei metri quadri disponibili (circa 27.300 su poco più di 38mila) sono destinati ai piani attuativi, alle operazioni immobiliari di una certa consistenza. A voler essere esatti, probabilmente la disponibilità edificatoria residua verrà assorbita quasi per intero dalla realizzazione di un nuovo quartiere che il gruppo immobiliare Valore, visto che gli altri due piani attuativi - le case popolari di Antraccoli e San Vito - vengono cancellati. Per essere recuperati, come assicura il sindaco, con una variantina già in fase di predisposione. «Dalle quantità indicate nell'ultimo prospetto che ci è stato fornito - osserva il capogruppo della Federazione della sinistra, Antonio Sichi - possiamo dedurre che l'unica operazione immobiliare consistente salvata con questa variante sia quella del gruppo Valore a S. Anna. Vorremmo, però, che i metri quadri che vengono sottratti alle aree per l'edilizia economica residenziale non vengano utilizzati per far passare altri piani attuativi all'ultimo tuffo. D'altro canto, mi auguro che il sindaco tenga fede all'impegno di recuperare le previsioni di case popolari con una variantina che dovrà essere adottata prima che la Regione pubblichi il bando per finanziare gli alloggi pubblici, altrimenti resteremmo esclusi. E non ce lo possiamo permettere». Dubbi sull'utilità e sulla validità della variante in discussione ce l'ha anche la segreteria comunale del Pd che scrive: «Nessuno dei politici di centrodestra sembra volere l'adozione della variante urbanistica. Prima Forza Lucca che ammette pubblicamente di votare la variante per solo spirito di responsabilità e non perché realmente credano di fare un servizio utile alla città; poi l'ex sindaco Pietro Fazzi esprime le sue perplessità. Perciò ca ci chiediamo a chi interessi realmente l'approvazione della variante al regolamento urbanistico». Secondo il Pd interessa al sindaco che «vuole onorare l'impegno con il Gruppo Valore. Infatti l'atto prevede le metrature necessarie per realizzare l'operazione di viale Einaudi, anche se noi ci opporremo in ogni modo».
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