Il Tirreno

Lucca

Blitz della polizia municipale a Montuolo

Scoperta e sequestrata una discarica abusiva

Scoperta e sequestrata una discarica abusiva

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 LUCCA. Nel 1988 uccise un giovane con un colpo di cric che gli sfondò il cranio, nel febbraio 2010 finì di nuovo in carcere perchè dentro il cofano della sua berlina i finanzieri trovarono un fucile e una pistola rubati. Adesso Gino Metelli, 44 anni, di S. Maria a Colle, è nuovamente nei guai.  Gino Metelli, attualmente detenuto nel carcere di Sollicciano dopo la condanna a 4 anni e 3 mesi di reclusione per detenzione di armi e ricettazione, è stato denunciato dalla polizia municipale per una discarica abusiva non autorizzata in via di Cima a Montuolo. Stando all'accusa nella sua proprietà - lasciatagli in eredità dal padre - dal 2007 all'ottobre 2010 sarebbe stato scaricato di tutto: dai rottami di auto comprensivi di batterie, pneumatici, candele a materia ferroso di vario genere (da vecchie stufe ed elettrodomestici a cancellate e pali di sostegno). Rifiuti classificati dai vigili urbani come materiale pericoloso e non pericoloso. Il tutto disseminato in un'area di 600 metri quadrati. Un'area che si trova accanto alla linea ferroviaria Lucca-Pisa e all'autostrada Firenze-Mare. Tra l'altro parte dei terreni dove è stato rinvenuto il materiale ferroso accatastato alla rinfusa è di proprietà delle Ferrovie dello Stato e dell'Anas. Che dovranno a loro spese, se non lo farà Metelli, a rimuovere i rifiuti.  Gli atti d'indagine sono finiti sul tavolo del sostituto procuratore Lucia Rugani che nelle prossime settimane deciderà se procedere nei confronti del titolare della discarica non autorizzata o chiedere ulteriori accertamenti.  Secondo le testimonianze raccolte dalla pg della polizia municipale le tonnellate di ferraglia e di altro materiale sono state trasportate in quell'area da almeno tre-quattro anni. La discarica, adesso chiusa in seguito a un'ordinanza sindacale, è stata scoperta in seguito a un incendio appiccato nell'ottobre scorso all'area in questione che costrinse vigili del fuoco e guardie municipali ad intervenire e a rendersi conto della situazione.

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