Il Tirreno

Lucca

Aperture straordinarie, riprende il confronto. In ballo anche 25 aprile e Ferragosto

Primo maggio nel mirino

B.A.
Un negozio aperto nel centro storico (archivio)
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Un negozio aperto nel centro storico (archivio)

I commercianti vogliono lavorare, i sindacati dicono no

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 LUCCA. Torna in ballo anche il Primo maggio fra le date di apertura straordinaria dei negozi volute dalle associazioni dei commercianti. La proposta è stata manifestata ieri, in occasione del confronto fra associazioni di categoria e sindacati davanti all'assessore al commercio e sviluppo economico Filippo Candelise in tema di aperture straordinarie per il 2011. Oltre il calendario già stilato (quello comprensivo delle domeniche), in discussione c'erano le date del 25 aprile (che quest'anno coincide con Pasquetta) e di Ferragosto (quest'anno cade di lunedì). Il fatto, come spiega Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti, è che, calendario alla mano, nel 2011, «quella dal 24 aprile al Primo maggio è l'unica settimana turisticamente interessante della primavera. Tante attività, soprattutto quelle a conduzione familiare, ci fanno già sapere che vogliono stare aperte. Se non si lavora in quei giorni, si domandano, quando possono meglio lavorare?». Lo stesso dice Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio: «Il Primo maggio è un giorno di festa e quindi di shopping. Molti commercianti ci manifestano la loro volontà di rimanere aperti, oltretutto in una città, come Lucca, a dichiarata vocazione turistica».  «Il problema di stare aperti il Primo maggio non si pone nemmeno», sbotta Massimiliano Bindocci, della Filcams Cgil. Quanto al 25 aprile, «le associazioni pongono il problema, ma si devono impegnare a garantire la programmazione dei turni di riposo e il mantenimento del livello occupazionale. È un aspetto, quest'ultimo, che ci preoccupa ulteriormente. Stiamo facendo un quadro dei casi di cassa integrazione nel commercio nel 2010. Ci risulta che quelle avviate attraverso Ascom siano oltre un centinaio, quelle con Confesercenti zero, anche se il numero complessivo è maggiore».  È braccio di ferro, insomma. Le parti si sono prese una quindicina di giorni per riflettere prima di rivedersi. L'assessore Candelise, da parte sua, dà «piena disponibilità» e si candida «come mediatore».

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