Il Tirreno

Lucca

Posta, recapito da lunedì a venerdì

Barbara Antoni

Il sabato sarà depennato dal servizio: la rivoluzione parte il 17 gennaio

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 LUCCA. Dal 17 gennaio (lunedì prossimo) arriva la rivoluzione del recapito. Buste, pacchi e raccomandate verranno distribuiti soltanto dal lunedì al venerdì. Il sabato niente: sarà bandito, diventerà un giorno di "riposo" obbligato per la corrispondenza. Ma prima ancora di entrare a regime nella nuova accezione, il sabato senza posta solleva problemi. Chi recapiterà, ad esempio, i quotidiani agli abbonati? Una parte del servizio del sabato sarà assegnato a ditte esterne? E siccome con la rivoluzione del recapito anche gli uffici inesitate osserveranno lo stesso orario dei portalettere, è difficile prevedere al momento quando una raccomandata inesitata (non consegnata per assenza del destinatario al momento del recapito, ndr) del venerdì potrà essere ritirata dal rispettivo destinatario, dato che non potrà essere depositata nell'ufficio di riferimento prima del successivo lunedì.  Sono solo alcuni esempi dei tanti problemi che potranno presentarsi sulla scorta di una revisione del servizio di questa portata che, nei piani di Poste, dovrebbe scattare il prossimo lunedì su tutto il territorio provinciale lucchese (anche su quelli di Siena, Massa e Arezzo; Firenze e Pisa, invece, hanno fatto da apripista). Il cambiamento andrà sotto il nome di "Progetto 8-20" (come è stato battezzato da Poste). I sindacati sono già sul piede di guerra. Come spiega Marco Tortelli della Slp Cisl, «bisogna vedere se ci sono le condizioni per partire». Infatti, ai fini di eventuali azioni di protesta che potranno essere organizzate dai sindacati, sarà determinante l'esito dell'incontro di stamattina nella sede regionale di Poste, durante il quale dovrebbero essere comunicati i dati tecnici di come sarà riorganizzato il servizio.  La rivoluzione del recapito porterà con sè una revisione delle zone assegnate a ciascun postino, la riorganizzazione degli organici dei portalettere e cambiamenti nell'orario di lavoro degli stessi. Questi ultimi infatti, dalle sei ore per ciascuno dei sei giorni settimanali finora lavorati, passeranno alle 7 ore e 12 minuti per cinque giorni. Alcuni degli attuali portalettere risulteranno inevitabilmente in esubero: secondo i piani, questi lavoratori saranno assegnati ai servizi di sportello, dove mancano - dall'inizio dell'anno a seguito di più pensionamenti - una trentina di addetti.  Ma i portalettere in esubero, secondo un calcolo approssimativo, «non saranno più di una ventina - dice Renzo Bracci, anche lui della Slp Cisl -. Infatti, avevamo chiesto che le nuove aree per il recapito non venissero assegnate prima che fosse definita la quantità delle eccedenze, per evitare che un'area non rimanga sguarnita se il suo portalettere verrà dirottato allo sportello, a coprire la parte restante dei trenta posti rimasti scoperti».

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