Sicurezza
Allarme del presidente della commissione subsidenza
Nuove buche nella zona tra Paganico e Tassignano per il cedimento del terreno
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PAGANICO. «La Provincia ci ignora e il Comune potrebbe esercitare una maggiore pressione politica per risolvere il problema della subsidenza». Dopo le piogge copiose torna alla ribalta un fenomeno che colpisce soprattutto Paganico e Tassignano fino all'area industriale di Porcari, strette tra gli acquedotti e le cartiere. A lanciare l'Sos è Liano Picchi, presidente della commissione subsidenza. «Abbiamo invitato per gennaio un tecnico della Provincia a relazionare sullo stato dei lavori per il ripristino del Tubone, ma la risposta è stata che fino a marzo è occupato. Un comportamento inammissibile. Il Comune? Ha fatto passi importanti, come i 100mila euro di risarcimento per le famiglie colpite dalla subsidenza. A livello politico può fare di più. Almeno è superata la legge che divideva in due Ato la falda acquifera mettendo uno contro l'altro Lucca e gli altri Comuni». a tenere col fiato sospeso gli abitanti della zona (sismica, quindi con rischi maggiori) non sono solo le crepe sui muri, ma il fatto che il terreno abbia ceduto in un periodo (novembre) in cui le abbondanti piogge dovevano invece rimpinguare la falda. Una nuova voragine molto profonda era stata rinvenuta vicino le case in località Tomassini a Paganico. «I mezzi sono intervenuti ricoprendo con terra e ghiaia il tunnel che non si sa quanto possa andare in profondità - dice Picchi -, ma ci sono altre segnalazioni e tanti devono arrangiarsi». Per quanto riguarda le case ci sono due manifestazioni di segno opposto. «Da una parte alcuni fabbricati lesionati si restringono e grazie all'innalzamento della falda le crepe si chiudono. Ma con l'arrivo della siccità avremo una tendenza opposta. Oltre ai muri che si sbriciolano c'è un problema di stabilità della struttura: se il fenomeno sui verifica 4-5 volte nello stesso punto poi la casa collassa. Questa è una vera emergenza e tutte le forze politiche, senza litigi, devono affrontarla. Ancora non sappiamo niente di quanto garantito da Acque sull'alleggerimento dell'acquedotto a Paganico e sui lavori promessi e mai realizzati come il collegamento di Paganico con i pozzi di S. Pietro a Vico e il continuo sforamento del limite ritenuto imposto dalla commissione grandi rischi di concerto con gli enti, ovvero 2,80 metri di abbassamento massimo della falda. Anzi, dall'estate i prelievi sono aumentati». Nicola Nucci
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