Il dolore
Molestie e aggressioni per aver portato via la ragazza a un altro
Domenico Tani
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Una aggressione ai danni di un ragazzino (foto darchivio) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Lasciato dalla propria fidanzatina per un altro studente, spalleggiato da cinque amici, tra cui una ragazzina, ha iniziato a minacciare il rivale, di 16 anni. Per una serie di comportamenti durati nel tempo, sono finiti nei guai sei giovani, tre dei quali minorenni ed altri tre maggiorenni da pochi giorni. I sei studenti, abitanti nella Piana, al termine di una minuziosa indagine stati tutti denunciati dai carabinieri: sono accusati di una serie di atti persecutori consistenti in continue minacce verbali e telefoniche, oltre che in tentativi di aggressioni al ragazzino, "reo" di aver conquistato il cuore della fidanzatina di un altro. A mettere fine alla lunga serie di quelle che i carabinieri ritengono vere e proprie ritorsioni nei confronti del sedicenne (che è residente a Lucca) sono stati i militari della stazione di Lammari, guidati dal maresciallo Antonio Maccarone. Le indagini portate avanti dagli uomini dell'Arma avevano preso il via nel mese di aprile dello scorso anno, quando il sedicenne vittima del presunto stalking insieme ai genitori si era rivolto ai carabinieri di Lammari per denunciare le continue persecuzioni. Gli investigatori avevano preso a cuore la vicenda e avevano cominciato subito una serie di accurati controlli, riuscendo alla fine delle indagini a raccogliere elementi che ora sono parte integrante delle contestazioni fatte al gruppo dei sei sotto inchiesta. In praticolare, i carabinieri ritengono di aver accertato che i ragazzi, tutti studenti nelle scuole superiori a Capannori e Lucca, miravano a imporre la loro legge e supremazia di gruppo. Il fatto che il sedicenne si fosse permesso di portare via la ragazza ad uno di loro era ritenuto, secondo i carabinieri, come uno sgarbo fatto a tutto il gruppo e come tale da far cessare in ogni modo. In base agli elementi raccolti, gli inquirenti accusano i giovani di aver in più occasioni affrontato la vittima in gruppi di due o tre alla volta, minacciandola verbalmente e in qualche circostanza anche strattonandola. Ad aggravare la pressione psicologica c'erano poi messaggini inviati in continuazione sul cellulare del ragazzino, contenenti - secondo le accuseavvertimenti e inviti a lasciare la ragazza motivo del contendere tra il gruppo dei sei e il sedicenne. A mettere fine alla lunga serie di molestie ha pensato il maresciallo Antonio Maccarone, convocando nella caserma di Lammari, tutti i sei giovani indagati con i relativi genitori. Ora la posizione dei tre giovani maggiorenni dovrà essere valutata dal magistrato, mentre della situazione dei tre minorenni si occuperà il tribunale dei minori di Firenze per competenza.
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