Finanza
Mensa, torna il panino day
Nadia Davini
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Una assemblea di genitori e il centro cottura Genitori insoddisfatti delle riduzioni, ripartita la protesta
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LUCCA. L'avevano detto e l'hanno fatto: il panino day è ripartito ieri, a metà settimana come stabilito. La protesta continuerà oggi e andrà avanti fino a mercoledì. Neppure il ritocco (al ribasso) delel tariffe, annunciato dall'amministrazione comunale, placa la rabbia delle famiglie. I genitori del comitato "Protesta buoni pasto Lucca" si muovono di settimana in settimana, sviluppando così lo sciopero a macchia di leopardo in tutte le scuole, senza preavviso di sorta, cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Le scuole coinvolte per la prima giornata di mobilitazione sono dieci, tra materne ed elementari per un totale di 840 bambini che sono andati a scuola col panino nello zaino senza consegnare il buono pasto e senza mangiare alla mensa: così su 981 alunni presenti solo 141 buoni pasto sono stati consegnati. Perché il comitato non accetta le proposte del Comune e rimane fermo sui punti iniziali: eliminazione degli indici di benessere (consumo medio di gas e di luce) ritenuti iniqui ai fini della definizione delle fasce di reddito; riduzione del costo del buono pasto da riportare al prezzo dell'anno scorso di 3,10 euro; creazione di un tavolo permanente sulla scuola pubblica con l'amministrazione comunale. «Vogliamo denunciare - esordisce il comitato - l'assoluta mancanza di comunicazione fra amministrazione comunale e famiglie, come dimostrano le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Mauro Favilla e dall'assessore all'istruzione Donatella Buonriposi in questi giorni. Considerando che sono state annunciate revisioni delle tariffe, sarebbe stata doverosa una comunicazione diretta al comitato che è la controparte da tenere presente per decisioni o proposte sulla questione dei buoni pasto. Crediamo che l'amministrazione faccia finta di non conoscere (o riconoscere) il proprio interlocutore». Indignato il comitato si dice inoltre anche per l'ipotesi di eliminare il servizio mensa: «La proposta - riprende - è a dir poco assurda, visto che il servizio di refezione scolastica è inserito nel piano dell'offerta formativa e dunque non eliminabile. Oltre tutto la decisione di uscire proprio oggi, primo giorno della ripresa della protesta, sulla stampa con la notizia dell'eventuale revisione delle tariffe è fatta ad arte: è un tentativo di carica verso tutti i genitori che pur non accettando le proposte dell'amministrazione comunalle potrebbero essere indotti vedendo i titoloni sui giornali a desistere nel mandare i propri figli a scuola col panino». I numeri, comunque, per questa prima giornata di ripresa dello sciopero, sono dalla parte del comitato e confermano la contrarietà da parte di molte famiglie lucchesi all'aumento del 42% del costo dei buoni pasto da un anno all'altro. Il panino day di oggi vedrà coinvolte anche nuove scuole, come Tempagnano, Fagnano e Sorbano del Vescovo. E la mobilitazione è destinata a salire per i giorni a seguire, fino al 19 gennaio. A quel punto verrà nuovamente discussa la situazione e le forme di protesta da prendere in considerazione, nel caso in cui l'amministrazione comunale non abbia accolto le richieste delle famiglie.
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