Il Tirreno

Lucca

Lista civica a sostegno di Baccelli

Ilaria Bonuccelli
La giunta provinciale al completo e una immagine di Palazzo Ducale
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La giunta provinciale al completo e una immagine di Palazzo Ducale

Il presidente della Provincia avanza l'ipotesi e nel Pd nascono malumori

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LUCCA. Lista civica in appoggio alla candidatura di Stefano Baccelli a presidente della Provincia, per le amministrative di primavera. Lo stesso Baccelli accenna alla possibilità in una riunione della direzione del Pd, in Versilia, e subito esplodono i malumori. Per i vertici del partito, infatti, la presentazione di una lista civica pro-Baccelli rischia di drenare voti e seggi al centrosinistra e al Pd in particolare, complice il sistema elettorale articolato in collegi uninominali. L'obiettivo del presidente in scadenza di mandato, e già candidato ufficiale del centrosinistra, in reatà sarebbe proprio l'opposto: quello di attirare consensi anche in parti di elettorato vicine al centrosinistra (e al suo programma), ma restie a identificarsi in un partito.  In un momento di grande incertezza politica, Baccelli non nasconde di avvertire la necessità di portare alle urne un elettorato più ampio possibile, nella speranza di bissare il risultato di 5 anni fa. Nel 2006, infatti, il centrosinistra non solo vinse la corsa a Palazzo Ducale, ma la vinse al primo turno, centrando un obiettivo che fino a quel momento era sfuggito alla coalizione. La vittoria, però, fu di misura: poco più del 53% dei consensi di chi era andato a votare. Una lista civica, dunque, dovrebbe servire a migliorare il risultato dello schieramento e, magari, anche a evitare il ballottaggio. Ecco perché, senza lanciarsi in previsioni e percentuali, Baccelli vorrebbe portare avanti questo progetto. «Nel corso di questo mio primo mandato amministrativo - esordisce il presidente della Provincia - ho avuto modo di relazionarmi con il mondo della società civile (quello della cultura, del volontariato, dei professionionisti, dell'economia) che non si riconosce immediatamente nei partiti, pur essendo vicino alla sensibilità e ai programmi del centrosinistra». Con questo - precisa Baccelli - «non significa che io non mi riconosca in un partito, anzi. Per me far parte di un partito rappresenta un valore aggiunto e, considerando le mie origini di democristiano e cattolico di sinistra, ritengo che l'unica formazione nella quale mi posso riconoscere è proprio quella del Pd. Ma non tutti abbiamo la stessa sensibilità e la stessa impostazione ed è giusto tenere in considerazione anche chi la pensa diversamente, senza per questo dare adito a contrapposizione fra politica e società civile».  Del resto, osserva Baccelli, la presentazione di liste civiche a sostegno di candidati non è certo un esperimento che parte ora. Anche a Lucca, ad esempio, il sindaco Mauro Favilla è partito come candidato di una lista civica sostenuta dai partiti di centrodestra. E altri presidenti di provincia - come Penati a Milano o Zingaretti a Roma, cita Baccelli - sono stati eletti anche grazie all'appoggio di liste civiche. Comunque, Baccelli tiene a precisare di essere il candidato della coalizione di centrosinistra, appartenente, con consapevolezza a un partito, ma «la presentazione di una lista civica a sostegno della candidatura - insiste - deve essere letto come una chance in più, come una possibilità aggiuntiva di drenare consensi e non come una sovrapposizione. L'obiettivo non è di togliere seggi o visibilità al Pd o agli altri partiti del centrosinistra. Ho, però, percepito l'esigenza di una parte del nostro elettorato di impegnarsi direttamente in questa campagna elettorale».  La lista, però, non esiste ancora. Ci sono stati contatti fra professionisti, insegnanti, imprenditori di estrazione e settori diveri e Baccelli, ma ancora non è stato deciso niente di preciso. Neppure il nome, anche se in Versilia si parla di una "lista Baccelli" o giù di lì. «Il nome - conclude il presidente della Provincia - non è stato assolutamente pensato. Stiamo lavorando all'ipotesi, ma bisogna ancora capire se ci sono personalità disponibili a stare in una lista di coalizione, ma non di partito. L'interesse c'è e io ho ritenuto giusto informare il Pd e la coalizione per tempo, senza mettere nessuno di fronte al fatto compiuto».

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