Il dolore
Dopo che la Fondazione ha ceduto le quote della banca, le nomine toccano tutte a Banco Popolare
Cda scaduto, nuovi vertici per la Crl
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La sede della Crl in piazza S. Giusto A rischio la riconferma di consiglieri e presidente lucchesi
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LUCCA. Si rinnova il consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno, ma non è affatto scontato che i vertici restino espressione della città. Con la cessione delle quote della Fondazione Crl a Banco Popolare, infatti, sono stati cancellati i patti parasociali che garantivano presidente e consiglieri locali. Questi patti parasociali erano stati concessi alla Cassa, dall'ex Banco Popolare italiano di Lodi (oggi diventato Bp) al momento del rinnovo della Put, l'opzione di vendita a un prezzo prefissato che la Fondazione Crl avrebbe potuto esercitare per la cessione della propria quoto della banca. Fino all'anno scorso, quando oltre il 20% delle azioni di Crl erano ancora di proprietà di un'istituzione lucchese, 4 membri del consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio e il presidente venivano indicati dalla Fondazione Crl, nonostante fosse solo un socio di minoranza della Cassa: in virù di questo accordo, ad esempio, come presidente, era stato nominato il commercialista Alberto Varetti (come vice c'è l'avvocato pisano Alfredo Cariello) e fra i consiglieri erano stati indicati Vittorio Armani, direttore di Assoindustria, Carlo Barsanti, avvocato viareggino, Rodolfo Cavallo (ex amministratore delegato di Ducato, società di credito al consumo del gruppo Banco Popolare) e l'imprenditrice Cristina Galeotti. Con la cessione della quota di banca, la Fondazione, ovviamente, ha perso il diritto alla nomina dei vertici della Crl e i nuovi patti parasociali non tutelano più il territorio, visto che la proprietà è concentrata nelle mani del Banco Popolare che ha il proprio quartier generale a Verona. Sarà, dunque, Verona a nominare il nuovo cda della Cassa di risparmio, visto che quello attuale è scaduto il 31 dicembre. Il rinnovo dei vertici della (ex) banca lucchese sono previsti per aprile: in quell'occasione si comprenderà se, e fino a che punto, Banco Popolare tutelerà la dirigenza espressione della realtà locale. Poi, si porrà anche il problema della rappresentanza del territorio negli organi sociali di Banco Popolare. In questo momento, infatti, la Lucchesia con Andrea Guidi, presidente dell'associazione Industriali, è rappresentata nel consiglio di sorveglianza, l'organismo composto da 20 membri (eletto dall'assemblea dei soci) che svolge le funzioni di vigilanza e controllo di solito assegnate al collegio dei revisori e compiti (come la nomina e la revoca dei membri del consiglio di gestione di BP) di solito di competenza dell'assemblea degli azionisti. Inoltre, con il professor Antonio Cariello, il territorio è rappresentato anche nel consiglio di gestione, l'organismo di 12 membri nominati dal consiglio di vigilanza che ha il compito di amministrare la holding del Banco Popolare. Con i patti parasociali cancellati e il territorio che non possiede più quote della banca e non può, quindi, controllarla, si apre l'incognita sulla riconferma di queste posizioni di vertice, nella società ammiraglia del gruppo. Il.Bo. Altro servizio in attualità
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