Attenzione
Provincia, 10 milioni in meno
Ilaria Bonuccelli
Baccelli: «Un dramma i tagli del governo sui fondi»
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LUCCA. La certezza è una sola: nel 2011 alla Provincia mancheranno in bilancio 10 milioni di euro, senza andare per il sottile con i centesimi. E l'amministrazione di Palazzo Ducale, a oggi, non sa come continuare a garantire servizi essenziali, a partire dal trasporto pubblico. La scure di Tremonti - che ha tolto risorse alle Regioni e, a caduta, alle Province - colpisce Lucca due volte: per la riduzione dei trasferimenti e per l'obbligo di rimborso di risorse allo Stato. L'assaggio di questo provvedimento, imposto alle province italiane "virtuose" (che non ricevono più soldi direttamente dallo Stato), è avvenuto già l'anno scorso: 638mila euro trasferiti da Lucca a Roma. Quest'anno la "gabella" - come la definisce il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - è raddoppiata: 1 milione e 150mila euro. Che dovrebbero diventare oltre 2 milioni il prossimo anno. Baccelli - che è risalito di 18 posizioni nella classifica nazionale degli amministratori "graditi" all'elettorato - ammette di non sapere ancora come uscire da questa situazione determinata dal governo, che gli toglie 10 milioni da un bilancio che presenta una spesa corrente di 69 milioni: un taglio del 14,5%, al quale diventa difficile rimediare anche con la ricerca di fondi comunitari. Presidente Baccelli, a quanto ammontano con esattezza i tagli dei trasferimenti regionali, determinati dalle decisioni del governo? «Il bilancio dettagliato dei tagli regionali alle Province è atteso per la prossima settimana. In un certo senso, questo ci lascia ancora qualche speranza che possano essere limate le riduzioni annunciate». Quanto vi verrebbe a mancare, se non ci fossero ritocchi? «L'ultima comunicazione ufficiale inviata dall'Upi (l'Unione province italiane) ci dava come importo 7.874.731 euro con riduzioni drammatiche su servizi importanti come i trasporti e le Apt». Perché sostiene che questo taglio è tragico per il trasporto pubblico? «È presto spiegato. La riduzione di 1,4 milioni rispetto ai trasferimenti garantiti fino al 2010 incide dell'11,5% sul costo del servizio. Ma è un costo del servizio che era già stato ridotto all'osso, grazie a una razionalizzazione concordata con i Comuni più grandi del nostro territorio (Lucca e Viareggio) che ci aveva consentito anche di chiudere un contenzioso annoso con Vaibus, il gestore del trasporto pubblico nella provincia. Questo accordo, di fatto, salta perché nonostante le risorse proprie investite dalla Provincia e dai Comuni di Lucca e Viareggio, con l'ulteriore taglio imposto da Tremonti non sappiamo come garantire lo stesso servizio effettuato finora. Non a caso, per i tagli, abbiamo anche dovuto annullare la gara milionaria indetta per affidare il trasporto pubblico locale per i prossimi 5 anni». Sapete già dove tagliare? «Il nostro margine di manovra è abbastanza stretto perché è la Regione a dire dove ridurre, visto che noi riceviamo trasferimenti per funzioni delegate da Firenze. Il problema che mi pongo in questo momento, però, non è solo dove tagliare, ma come fare a continuare a garantire i servizi per le scuole o per la difesa del suolo, sempre più necessari, come hanno dimostrato gli eventi degli ultimi anni». Oltre al trasporto pubblico, quali sono i servizi a rischio? «Ad esempio quelli legati al turismo. Al di là della scelta della Regione di soppriremere le Apt (cancellando i relativi contributi), la Provincia deve continuare a svolgere servizio di accoglienza e informazione turistica, in un territorio, fra l'altro, nel quale il turismo è una delle voci portanti dell'economia. Ma con quali risorse posso svolgere queste mansioni? E con quali risorse possiamo pagare gli affitti degli uffici informazione che non sono di proprietà della Provincia? Come si vede la situazione è drammatica: ci sono miei colleghi che non sanno neppure come pagare gli stipendi ai propri dipendenti. E anche noi, credo che per le Apt avremo risorse solo per il personale assunto a tempo indeterminato». Lei parla di 10 milioni di mancate entrate, ma i trasferimenti regionali calano di poco meno di 8 milioni. Come si raggiunge allora quella cifra? «Con un'uscita ulteriore che ci viene imposta dallo Stato, una vera e propria gabella che paghiamo da un paio di anni». Di che cosa si tratta? «Di un' altra invenzione del ministro Tremonti per le province virtuose: 22 in Italia, fra le quali anche Firenze e Lucca. Visto che queste province non usufruiscono più di trasferimenti diretti da Roma, perché hanno impostato il proprio bilancio su entrate diverse (le imposte di trascrizione o quelle sulla Rc auto), lo Stato ha deciso di drenare soldi dai loro bilanci, sotto forma di una sorta di "rimborso" per Iva e altro non meglio precisato. Il primo anno, ci sono stati prelevati 638mila euro e quest'anno siamo già a 1 milione e 150mila euro. Ma questo non è l'aspetto più grave della vicenda». Quale sarebbe l'aspetto più grave, allora? «Che non possiamo compensare questa cifra con i crediti che vantiamo nei confrinti dello Stato. Negli anni, abbiamo accumulato crediti nei confronti dello Stato per alcuni milioni: abbiamo chiesto, che i soldi dovuti venissero "scalati" da questo credito, ma non è possibile. E non si capisce perché».
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