Proteste
Per il Teatro e la lirica servono manager competenti
Carlo Benucci (Italia dei Valori)
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La situazione del Teatro del Giglio è giunta alla sua prevedibile fine. Via un presidente che poteva andarsene prima, via un direttore (pensionato), che aveva dato tanto al teatro, ma che ha avuto il torto di non opporsi a questa nomina. Il Giglio è l'ennesima dimostrazione di come funziona la politica italiana oggi. Nei posti che contano si nominano solo gli amici e i fedelissimi di partito. A quando scelte di persone competenti con una formazione adeguata al ruolo da svolgere? La direzione, il pubblico, i lavoratori del teatro in primis (e le loro giuste rivendicazioni sindacali), hanno dovuto rinunciare a molte cose e assistere al triste spettacolo che il teatro ha dato di se stesso. L'adeguamento del 2% agli stipendi ci sembra sia stato il minimo verso persone che spesso terminano di lavorare alle due di notte e riattaccano alle 8 del mattino. Ma queste e tantissime altre cose non le sapeva e ha continuato a far finta di non saperle l'ex presidente Casali. Ci chiediamo poi se i posti di lavoro verranno tutti mantenuti. E riguardo la congiuntura annunciata da Favilla con il Teatro della Pergola? Sappiamo che il teatro di Firenze verrà abbandonato dal ministero e ad aprile chiuderà. Apprezziamo Giorgetti, il suo direttore, ma non vediamo come questa collaborazione possa portare nelle casse del Giglio i 350 mila euro di cui Favilla ha parlato. Su Puccini poi diciamo che lo "sfruttamento" della sua immagine finora non ci è piaciuto. Nessun progetto organico, zero internazionalità. Vorremmo l'entrata di soggetti artisticamente e managerialmente preparati, perché l'organizzazione di eventi culturali è un lavoro e si fa attraverso una formazione. Adesso il Giglio avrà uno stop forzato di circa un anno e mezzo per lavori di adeguamento. L'Idv chiede trasparenza e legalità, efficacia ed efficienza perché i lavori per un teatro ne determinano funzionalità e buona fruizione, quindi la qualità. Nel frattempo l'Idv ritiene indispensabile l'uso di uno spazio alternativo (S. Romano è quello individuato) purché siano accettabili i risultati e i costi di adeguamento.
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