Il Tirreno

Lucca

L’assessore Pierami: «Il passaggio per pedoni e mezzi di soccorso misurerà due metri e mezzo in altezza»

Passerella, i dislivelli erano previsti

Barbara Antoni
Uno scorcio della passerella sul Serchio ancora non agganciata alle rampe di accesso
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Uno scorcio della passerella sul Serchio ancora non agganciata alle rampe di accesso

Il sindaco: «Nessun errore. L'opera doveva essere così come è stata costruita»

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 LUCCA. «Niente è andato storto nella realizzazione della passerella sul Serchio: è stata costruita in stretta osservanza al progetto». È normale insomma che la struttura - 190 metri di lunghezza e 5 di larghezza -, realizzata quasi per intero, sia come sospesa.  È normale anche che per allacciarsi alle rampe di accesso (non ancora collegate alla viabilità cittadina) siano necessari ponti levatoi su entrambe le estremità che - se i dislivelli rimanessero quelli attuali - limiterebbero anche ben al di sotto di due metri lo spazio in altezza per eventuali pedoni o ciclisti che percorressero le due strade lungofiume (strade che, basta passarci a un'ora qualsiasi di un giorno qualsiasi, sono molto frequentate da sportivi che fanno jogging, da gente che porta spasso il cane, da ciclisti, da semplici amanti di passeggiate e da mamme con bambini).  Secondo il sindaco Mauro Favilla e secondo l'assessore Giovanni Pierami (già vicesindaco con delega all'ambiente di questa amministrazione, che ha seguito da vicino l'iter di costruzione dell'opera) la verità sulla passerella è proprio questa: l'opera realizzata è tale e quale al progetto; è ovviamente ancora da ultimare, e anche i dislivelli fra i due punti estremi della passerella e le rampe (specialmente sul lato di via del Tiro a segno, in zona parco di Sant'Anna) erano inizialmente previsti.  Anzi, rimarca Pierami, se il progetto non fosse stato corretto e preciso, come avrebbe potuto ottenere il via libera di enti come l'Autorità di Bacino e la Soprintendenza? Nessuno, così, è dovuto correre a metterci pezze; tutto, al contrario, si è svolto come da copione.  Pierami da parte sua assicura che, a opera finita, «come da progetto, il passaggio per i pedoni e i ciclisti sotto la rampa avrà un'altezza di due metri e mezzo». Ma non dice come i due metri e mezzo verranno ricavati. Forse sbassando il livello della via lungofiume in zona Sant'Anna? «Il progetto c'è, presto si vedrà la sua realizzazione», è la risposta dell'assessore. Il quale asserisce anche che, quanto alle spese finora sostenute (2 milioni 200mila euro iniziali, di cui un milione dal ministero dell'Ambiente e il resto dalle casse comunali; ulteriori 228mila euro per le rampe di accesso e ora altri 131mila euro per i ponti levatoi; ma il totale di 2milioni 559mila euro finora spesi non basterà a completare l'opera) «siamo ancora dentro il budget previsto», ma senza che non ne specifichi l'entità.  In ultimo annuncia Pierami che l'incarico di costruire i ponti levatoi (e dotare la passerella di corrimano) è già stato assegnato. È andato alla ditta Lencioni costruzioni metalliche di San Macario, la stessa impresa che ha realizzato le opere metalliche della passerella (l'appalto andato a buon fine; il primo, con la Edilsteel di Chieti, era stato rescisso dall'amministrazione comunale per gravi inadempienze della ditta). Non sono stati ancora assegnati invece i lavori di verniciatura e asfaltatura del ponte ciclopedonale.  «La passerella non è arrugginita, quello di oggi è il suo colore naturale», dice Favilla. E ribadisce anche lui che figurarsi se il progettista che ha concepito l'opera «non avesse previsto che poteva ostruire la viabilità. Si tratta forse di una zona transitabile per le auto? Ci avremmo costruito un ponte ma all'epoca la Provincia disse di no. Chi vorrà passare in bicicletta dalle due strade lungofiume potrà farlo tranquillamente a passerella ultimata». E semmai si manifestasse l'esigenza di far passare dalle due piste ciclopedonali lungofiume un mezzo dei pompieri o un'ambulanza «basterà azionare una leva e il ponte si alzerà, permettendo facilmente il passaggio», aggiunge il sindaco.

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