Il Tirreno

Lucca

Mensa, nuovi indicatori di reddito

Ilaria Bonuccelli
Mensa, nuovi indicatori di reddito

L'amministrazione comunale abbassa anche il prezzo dei buoni pasto

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 LUCCA. Tariffe più basse, fasce di reddito più ampie, indicatori di benessere ritoccati: cambia il costo della mensa scolastica a favore delle famiglie. Dopo gli scioperi del panino, i volantinaggi, la nascita di comitati di protesta, il Comune cerca di venire incontro ai genitori. E riapre anche i termini per presentare la richiesta di utilizzo del servizio, della dichiarazione Isee (indicatore di situazione economica equivalente) e della copia delle bollette (2009) di luce e gas, visto che i consumi contribuiscono a determinare il "benessere" delle famiglie e quindi le tariffe della mensa. DOMANDE  Far slittare al 15 febbraio la data per presentare la documentazione è stato, di fatto, un obbligo per il Comune: a fine 2010, infatti, erano arrivate circa 390 domande di accesso al servizio, a fronte di 5.800 bambini che mangiano a scuola (per oltre 5.000 famiglie). Con meno del 10% dei redditi censiti, dunque, è impossibile per il Comune creare l'archivio necessario a determinare fasce, tariffe e percentuale di compartecipazione alla spesa. Chi non presenta la documentazione entro metà febbraio, dovrà pagare la tariffa massima per il servizio.  TARIFFE E FASCE  Viene ridotta la tariffa massima da 4,40 a 4,30 euro a pasto; inoltre viene ritoccata anche la tariffa medio-alta che scende da 4 euro a 3,90 a pasto.  Al tempo stesso, vengono riviste anche le fasce di reddito Isee (calcolato non solo sull'imponibile, ma anche su eventuali fondi investiti in titoli, obbligazioni, risparmi sui conti correnti o postali) in modo da ampliare la fascia medio-bassa. Devono pagare 3,60 euro a buono basto le famiglie con reddito Isee fino a 15.500 euro, contro i 14.461 euro della prima delibera. Insomma, rientrano in questa fascia medio-bassa centinaia di famiglie in più.  CONSUMI  Aumenta il consumo di metano preso in considerazione per determinare il benessere delle famiglie e quindi le tariffe. Finora il consumo medio annuo che non faceva scattare nuove tariffe era di 1.400 metri cubi l'anno, secondo un parametro mutuato dall'Autorità sull'energia: ora il limite di consumo annuo è stato portato a 1.500 metri cubi a famiglia. INDICATORI DI BENESSERE  Cambia anche il calcolo delle tariffe, in base ai consumi. Finora, infatti, la regola era questa: chi superava del 10% il consumo annuo medio di luce e gas indicato dal Comune, scattava la tariffa superiore a quella nella quale la famiglia veniva inserita per reddito; se lo sforamento era superiore al 10% del consumo annuo medio, allora scattava la tariffa massima. Ora è diverso: per chi supera il consumo medio annuo di gas (stabilito in 1.540 metri cubi di metano) scatta la tariffa superiore, indipendentemente dalla percentuale di sforamento. Lo stesso vale per chi supera i consumi medi annui di luce, che non sono stati ritoccati. Sparisce, quindi, la differenza fra lo sforamento inferiore o superiore al 10% dei consumi annui medi e sparisce anche il salto nella tariffa massima.  AUTO E MOTO  Resta invece, invariata la scelta di inserimento nella fascia massima (e quindi nella tariffa più alta) per le famiglie che presentino questi requisiti: intestazione di più di 2 autovetture; intestazione, ai componenti del nucleo familiare, di una moto di cilindrata superiore a 900 cavalli, immatricolato dopo il 1º gennaio 2008; intestazione a componenti del nucleo familiare di un'auto di cilindrata pari o superiore a 2.500 cavalli, immatricolata dopo il 1º gennaio 2008.  Insomma, auto e moto di lusso continuano a far scattare le fasce di reddito. INFORMAZIONI  Le famiglie - annuncia il Comune - riceveranno dettagli sulle nuove procedure attraverso le dirigenze scolastiche.

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