Il Tirreno

Lucca

La variante urbanistica torna in consiglio

Nadia Davini
Il consiglio comunale: tornerà a riunirsi giovedì per discutere la variante urbanistica
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Il consiglio comunale: tornerà a riunirsi giovedì per discutere la variante urbanistica

La maggioranza prova a ricompattarsi dopo la seduta saltata lunedì sera

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 LUCCA. Torna in consiglio comunale domani sera la variante al piano strutturale, non votata lunedì perché la maggioranza non aveva il numero legale. E per mettersi al riparo da nuovi inciampi, la conferenza dei capigruppo ha convocato un'altra seduta anche per venerdì.  Il sindaco per primo, ma anche il resto della maggioranza non vede del consiglio andato a vuoto un attentato alla tenuta dell'amministrazione, visto che fra gli assenti di centrodestra c'erano alcuni dei fedelissimi di Mauro Favilla, come Giulio Landucci e Giancarlo Ramacciotti (arrivato con qualche minuto di ritardo, a seduta già aggiornata) e che altri erano assenti annunciati (come Roberto Lotti di FL o Massimo Checchia del Pdl).  La maggioranza, dunque, si è presentata con 20 consiglieri invece di 21 al consiglio sulla variante: mancavano, infatti, per il Pdl Agnitti, Checchia e Landucci, per FL Lotti, Luca Lucchesi per il gruppo misto (ma poco convinto della variante) e Ramacciotti per i centristi. Anche se c'è chi ipotizza che un messaggio per Favilla ci fosse nel consiglio saltato: il rifiuto del Pdl a far precedere la discussione della variante, dal quarto d'ora canonico di mozioni e interpellanze, ha impedito alla seduta di iniziare anche senza il numero legale, secondo quanto prevede il regolamento. Quel quarto d'ora sarebbe stato essenziale, visto che il 21º consigliere per la maggioranza (Ramacciotti, appunto) è arrivato a seduta appena rinviata. In questo, c'è chi nel centrodestra legge un tentativo di far arrivare Favilla sfiancato alla fine del mandato, in modo che non abbia voglia di ricandidarsi e che lasci la strada libera all'ex sindaco Pietro Fazzi.  Non entra nel merito delle beghe di maggioranza, il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, ma sostiene che «come minimo siamo in presenza di un fenomeno di sciatteria. Eppure la maggioranza era stata avvisata: io stesso avevo avvertito il centrodestra di essere presente in orario e con il numero legale, perché altrimenti la seduta sarebbe saltata. Com'è accaduto, perché questa maggioranza non è in grado di arrivare puntuale neppure quando si discutono le questioni fondamentali per la città. Non può essere la minoranza a fare la differenza e a determinare la trattazione o meno di una questione, come quella della variante urbanistica, che va avanti da anni e che ha bloccato per anni la città. Si tratta di una pratica scomposta, non si capisce quello che c'è dentro e il reale contenuto lo capiremo solo dopo l'approvazione». Infatti, prosegue Tambellini, il progetto è stato «cambiato diverse volte, la versione definitiva è arrivato solo un mese fa; ci hanno chiesto di convocare il consiglio comunale di sera perchè così tutti i consiglieri della maggioranza sarebbero stati presenti. Ecco invece lo spettacolo: i numeri non ci sono e la pratica salta». Della stessa opinione il capogruppo della Federazione della Sinistra, Antonio Sichi che osserva: «Su una votazione così importante la maggioranza non ha i numeri per aprire la seduta, significa che qualcosa non va».  Non nasconde l'insoddisfazione neppure il capogrupo di Forza Lucca, Maurizio Dinelli: «Tre assenze, - dice, - sono nel Pdl. Un'assenza così pesante e rilevante su una pratica di primaria importanza non può passare inosservata». Minimizza, invece, Lido Fava, capogruppo Pdl: «Sono mancati diversi consiglieri del mio gruppo e non essendoci stata la fase delle raccomandazioni che di solito permette a tutti di arrivare in tempo per l'inizio della discussione non abbiamo avuto il numero legale. Tuttavia vorrei precisare che se con il numero legale assente la seduta salta, i gettoni vengono comunque erogati ai consiglieri risultati presenti. Anche se la seduta non è stata effettuata: vengono buttati via soldi pubblici. Tutto questo perchè l'opposizione è uscita dall'aula. Non è un grande risultato di aver ritardato di due giorni il voto di una pratica che domani torna in aula». Sempre se ci sarà il numero legale.

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