Sicurezza
Inchiesta Steccone, acquisiti dalla Procura documenti nella sede della società Polis
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Il cantiere dello Steccone 1 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Documenti legati ad appalti, contratti, regolamenti e altre situazioni di natura societaria e amministrativa sono stati acquisiti negli uffici della Polis dalla polizia giudiziaria in forza alla procura. Il blitz è avvenuto sulla base di un decreto di esibizione di atti firmato dal sostituto procuratore Sara Polino. In sostanza i dipendenti della società dei parcheggi sono stati obbligati a consegnare all'autorità giudiziaria tutti gli atti e i documenti per ragioni del loro ufficio. L'intervento della polizia giudiziaria è in qualche modo legato all'inchiesta sullo Steccone (i lavori sono ancora fermi nonostante la decisione del tribunale del Riesame di annullare il sequestro preventivo) che vede iscritte nel registro degli indagati nove persone tra amministratori e legali rappresentanti di Polis e Gesam e imprenditori del settore edile impegnati nella realizzazione del complesso commerciale, direzionale e residenziale. Allo Steccone erano stati messi i sigilli per presunti reati di natura edilizia e ambientale. Il Riesame nel dissequestrare l'area aveva osservato che per le difformità del permesso le differenze erano di modesta entità sotto l'aspetto urbanistico e la misura cautelare appariva ingiustificata. Sotto l'aspetto della bonifica dei siti inquinati, il Riesame ha sostenuto che, sia pur tardivamente, la Polis aveva attivato la procedura di analisi del rischio con tutte le opportune verifiche per impedire e prevenire contaminazioni dell'area.
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