Attenzione
Il proprietario dello storico immobile chiede interventi per evitare crolli e danni
Guerra del torrione a Cascio
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La strada che porta al torrione di Cascio Il sindaco: «Situazione non così grave, ma interverremo»
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CASCIO. «Il torrione Cozzi, emblema di Cascio insieme alle sue caratteristiche mura, rischia di crollare. La strada che infatti conduce allo storica struttura, situata all'ingresso del centro storico, sta cedendo, rischiando di portare con sé la torre stessa». A lanciare l'allarme è Corrado Billi, che si fa portavoce della famiglia proprietaria del palazzo. «La torre e parte delle mura di Cascio sono di proprietà privata, appartengono alla famiglia Cozzi da generazioni, ma la strada che conduce al "palazzo" è pubblica», - spiega Billi, giovane titolare di una officina moto a Castelnuovo Garfagnana, "Burn out". Il centro storico di Cascio è infatti circondato da mura a quadrilatero irregolare lunghe circa 435 metri e risalenti al 1600: solo una parte del perimetro è di proprietà comunale, il resto appartiene a diverse famiglie del posto. «Nel giro di dieci anni - afferma Billi - la strada è calata di 40 centimetri, ma nessun intervento è stato fatto dalle amministrazioni che si sono via via succedute, nonostante le nostre richieste di messa in sicurezza. Il Comune di Molazzana fa sapere che non ci sono i soldi per un intervento di questo tipo, e i lavori realizzati negli ultimi anni per ristrutturare il perimetro murario di proprietà comunale non hanno incluso il ripristino del tratto stradale. L'unica cosa che la precedente amministrazione e quella attuale hanno fatto è stato mettere un cartello di divieto di transito a mezzi pesanti: adesso ci sono due cartelli di divieto lungo la strada, uno per ciascuna amministrazione, uno di fronte all'altro. Quale è la nostra proposta? Chiediamo che la strada venga chiusa al traffico, in attesa che siano disponibili i fondi per la sua messa in sicurezza. Ci pare una richiesta ragionevole per diversi motivi. Innanzitutto la chiusura al traffico non comporterebbe disagi: esiste una strada alternativa a quella attualmente pericolante. In secondo luogo la viabilità del paese non verrebbe in alcun modo intaccata: la strada in questione conduce ad alcune abitazioni private tra cui la nostra, non verrebbe ostacolato l'accesso al centro di Cascio. Infine sarebbe così attuata un'importante misura precauzionale nei confronti degli automobilisti. «La torre di Cascio - prosegue Billi - è una struttura priva di fondamenta ed è una delle pochi integre di tutta la Garfagnana. È un simbolo di questa frazione, rappresentata nelle guide con il suo torrione. Come privati - conclude il giovane imprenditore - non possiamo sostenere l'onere di ristrutturare un pezzo storico di questo valore, soggetto tra l'altro ai vincoli imposti dalle Belle Arti, ma ci pare assurdo dover attendere che la torre caschi per assistere ad un eventuale intervento pubblico. Si arriverà al punto che la torre sarà talmente pericolante a causa della strada che saremo costretti a demolirla». Di diverso avviso il sindaco di Molazzana, Rino Simonetti: «Se alcuni edifici sono pericolanti non dipende dalla strada, le cui condizioni non sono gravi come quelle denunciate. Il rifacimento della via e la ripavimentazione con asfalto ecologico sono comunque previsti. Si tratta di un progetto subordinato all'arrivo di nuovi fondi Arcus. Difficile invece accettare la proposta di una viabilità alternativa che costringerebbe gli automobilisti a passare sotto la volta del centro: un tratto stretto e poco praticabile». C.P.
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