Sicurezza
Alumi.l, il sindacato tratta per evitare trasferimenti forzati
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BORGO A MOZZANO. L'assemblea dei lavoratori Alumi.l di Anchiano ha dato mandato alla Fiom Cgil e alla Rsu di affrontare una trattativa con la proprietà per trovare soluzioni volte a garantire il diritto al lavoro. Per la fine del mese è prevista infatti la cessazione dell'attività di produzione di profilati di alluminio, che attualmente occupa 38 persone, per le quali si profila la possibilità di un reintegro presso un altro stabilimento del gruppo a Pontedera. «Decidere di andare a Pontedera non è una scelta facile - afferma Rodolfo Solvetti, rappresentante sindacale -. Un operaio Alumi.l guadagna in media 1.100/1.200 euro al mese, e dal Borgo a Pontedera sono circa 40 euro di gasolio a settimana, a cui si aggiungono le altre spese che un viaggio in auto comporta e le due ore del tragitto. «L'ipotesi del trasferimento diventa addirittura insostenibile per coloro che vivono in Alta Garfagnana, che impiegano già due ore al giorno per compiere l'itinerario giornaliero casa-lavoro. Attendiamo l'incontro del 17 con la direzione, e il confronto convocato dalla Provincia per il 19. Vedremo che soluzioni verranno adottate nei confronti di chi non accetta il trasferimento. L'azienda si era presa un impegno con il territorio». «L'assemblea di ieri ci ha conferito un mandato per trattare con la proprietà. Si tratta di capire che tipo di garanzie l'azienda può offrire (continuità occupazionale, rimborso spese, ecc.) - dice il segretario provinciale della Fiom Massimo Braccini, che si fa così portavoce dell'assemblea dei lavoratori Alumi.l -. Si ritiene grave, inaudito e preoccupante l'annuncio della volontà di chiudere lo stabilimento del Borgo - ribadisce Braccini -. L'assemblea intende precisare che aveva già stigmatizzato la linea aziendale durante la lunga vertenza che aveva portato alla chiusura di un reparto produttivo e al licenziamento di 8 lavoratori, in quanto era evidente che quella decisione prefigurava l'inizio di un tragico cammino che avrebbe condotto lo stabilimento Alumi.l verso un progressivo smantellamento produttivo. La chiusura - prosegue il segretario Fiom - non ci ha colto di sorpresa: da anni denunciavamo l'assenza di investimenti presso l'azienda del Borgo, che è stata progressivamente sostituita da quella di Pontedera, nata circa un paio di anni fa. Non si ritiene comprensibile la passività istituzionale manifestata in questi anni. «Nonostante i sindacati avessero cercato di far capire a tutti che l'azienda intendeva dismettere l'attività per spostarla in un altro territorio, oggi ci troviamo di fronte ad una decisione che sembra irreversibile, con tutti i problemi che può comportare ai lavoratori e alle loro famiglie, nonché all'impoverimento della stessa comunità locale. La chiusura di un'azienda su un territorio è sempre un dramma. È necessario che vengano garantite la continuità lavorativa e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Ad oggi non sono in previsione scioperi».
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