La manifestazione
Pericoloso il cavo nella valle
Stefano Elmi
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Il cavo teso nei boschi lungo la Corsonna È teso per 500 metri nei boschi lungo la Corsonna
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BARGA. Cosa ci fa un cavo d'acciaio teso da una parte all'altra di una valle di montagna? Siamo ad una decina di km sopra Barga, lungo la Valle della Corsonna. Gli abitanti hanno segnalato da tempo quel cavo a 2-300 metri d'altezza teso per 500 metri di lunghezza. A rendere più pericolosa la situzione c'è il fatto che non è segnalato in alcun modo, neanche con segnalatori colorati (come quelli usati per linee d'alta tensione). Gli abitanti della zona ci hanno pensato maggiormente quando negli ultimi tempi degli elicotteri hanno volato a bassa quota per portare materiale per la costruzione della centrale idroelettrica che produrrà energia. Gli elicotteristi dello speciale centro del Soccorso Alpino da tempo sono stati avvertiti del cavo teso in quel punto della valle, e comunque confermano la sua pericolosità nel caso si dovessero svolgere operazioni di soccorso nella zona. Il cavo è stato utilizzato per pochissimo tempo come teleferica. Questa almeno era la destinazione fino a 5 o 6 anni fa circa: consentinva di fare la spola con un castagneto da frutto che non ha mai avuto un vero e proprio sviluppo. Poi l'azienda che aveva sviluppato il progetto è fallita e tutta l'attrezzatura è rimasta lì, nonostante il pericolo evidente. Il cavo, da una parte della valle, è ancorato ad un gruppo di faggi e va a finire in una grossa bobina dotata di carrello parcheggiata a bordo della strada che conduce alla riserva della Comunità Montana della Media Valle. Dall'altro lato del fiume l'ancoraggio è il medesimo ed è possibile scovarlo dopo aver affrontato un sentiero a piedi o utlizzando un buon fuoristrada, in più da questa parte in mezzo al bosco giace un grosso generatore che serviva a muovere il cavo. L'amministrazione comunale di Barga sostiene che tutta l'attrezzatura (bobina, generatore e cavo) sono tenuti sotto sequestro, dopo che i proprietari hanno cessato la loro attività per il fallimento. La cosa singolare però è che non ci sia neanche un cartello che indichi la messa sotto sequestro dell'attrezzatura. I carabinieri, interpellati, invece sostengono che non sia affatto sotto sequestro, se così fosse dovrebbe esserci obbligatoriamente un avviso attaccato, affermano. Parte del cavo poi, oltre a essere tesa da una parte all'altra della valle, è anche adagiata sulla sede stradale. Per questo motivo risulta difficile evitare tale attrezzatura ipoteticamente sotto sequestro, dovendoci passarre obbligatoriamente sopra con l'auto, senza pensare che sono circa 5 o 6 anni che tutto giace lì immobile.
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