Il dolore
Lo condurrà il prof. Fornaciari, docente a Pisa
Parte lo studio dei resti trovati in cappella Guinigi
B.A.
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LUCCA. Saranno studiati da una èquipe di esperti i resti rinvenuti nel complesso funerario della cappella Guinigi nell'ex convento di San Francesco. A guidarla sarà il professor Gino Fornaciari, docente universitario nell'ateneo pisano. Il progetto, la cui realizzazione si deve a un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, nasce da una convenzione fra la Soprintendenza ai beni artistici e culturali e il professor Fornaciari, di Viareggio, ordinario di storia della medicina (divisione di paleopatologia) all'Università di Pisa, a cui si attribuisce - tra gli altri - lo studio dei resti di appartenenti alla famiglia dei Medici, primo fra tutti Cosimo I (eseguito nei primi anni dello scorso decennio). I resti degli appartenenti alla famiglia Guinigi che saranno presto oggetto di studio risalgono a uno scavo eseguito anni fa dal dottor Giulio Ciampoltrini, oggi funzionario della Sovrintendenza responsabile per il territorio della Lucchesia. Alcuni potrebbero appartenere anche alle tre mogli (eccetto la prima, Ilaria del Carretto) di Paolo Guinigi, signore nel Quattrocento. L'indagine paleopatologica riveste un duplice interesse, come riportano gli esperti: antropologico e medico. Antropologico perché dall'aspetto e dalle diverse patologie si può risalie, in via indiretta, alle abitudini e allo stile di vita delle popolazioni del passato. Medico perché la ricerca dell'epoca di insorgenza di alcune malattie attuali e la diffusione delle malattie infettive suscitano alto interesse in medicina. La cappella Guinigi, la cui costruzione risale al 1354 (voluta dal conte Francesco di Bartolomeo Guinigi per collocarvi le sepolture di famiglia) è stata riaperta al pubblico nel 2007, dopo cinquanta anni di chiusura al pubblico. Lo scorso dicembre è stata interessata da un incendio che ha causato danni ingenti (circa 100mila euro) all'intero complesso di San Francesco.
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