Sicurezza
La passerella sbilenca, lasciata alla ruggine
Barbara Antoni
Lucca: spesi più di due milioni sul Serchio, peccato che le rampe di accesso siano sbagliate
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LUCCA. Nuova di zecca ma arrugginita. Sospesa, come un gran troncone nel vuoto. Scollegata dal resto della viabilità, inaccessibile eppure molto costosa. Finora la passerella sul Serchio ha drenato due milioni 428mila euro di soldi pubblici. Ne occorreranno almeno altri 131mila per realizzare due surreali ponti levatoi che la collegheranno alla viabilità di accesso. Ma la rampa, sul lato di via Alzaia, si conficca dritta nell'argine del fiume. Poco verosimile a raccontarsi, molto concreta purtroppo a vedersi.
La storia comincia con la determinazione dirigenziale del 18 ottobre 2006, con cui il Comune di Lucca approva il progetto esecutivo «per la realizzazione della passerella pedonale sul fiume Serchio per il collegamento delle viabilità pedonali e ciclabili del parco fluviale». L'importo complessivo del primo lotto è di 2 milioni 200mila euro, finanziati per un milione dal ministero dell'Ambiente e per la parte restante dal Comune.
La gara d'appalto viene vinta dalla Edilsteel srl di Atessa (Chieti) che si aggiudica i lavori (al ribasso) per un importo di un milione 664.722 euro (Iva esclusa). Ma nel novembre 2007, con un'altra determina, il Comune rescinde il contratto di appalto con la Edilsteel motivando con «grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo» dell'azienda.
Siamo a febbraio del 2008. Con un successivo atto, i lavori di costruzione della carpenteria metallica vengono affidati alla ditta Lencioni Costruzioni metalliche srl di Lucca e alla ditta Mospeca srl di Fiume Veneto per il montaggio del ponte.
I lavori stavolta proseguono, ma a gennaio 2009 il Comune ricorre all'aiuto di un ingegnere lucchese per farsi redigere il progetto esecutivo «delle parti laterali del ponte pedonale e delle rampe di accesso e collegamento con le viabilità esistenti a completamento della funzionalità dell'opera, per il costo complessivo di 288.458 euro».
A maggio (sempre del 2009) il progetto delle rampe di accesso alla passerella viene approvato e si dà il via ai lavori (si spendono gli ulteriori soldi), sulla scorta anche dei pareri positivi dell'Autorità di bacino del Serchio e della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. Nel successivo settembre il Comune annuncia trionfante che a breve la passerella sul Serchio sarà inaugurata. Ma l'entusiasmo presto svanisce.
La storia comincia con la determinazione dirigenziale del 18 ottobre 2006, con cui il Comune di Lucca approva il progetto esecutivo «per la realizzazione della passerella pedonale sul fiume Serchio per il collegamento delle viabilità pedonali e ciclabili del parco fluviale». L'importo complessivo del primo lotto è di 2 milioni 200mila euro, finanziati per un milione dal ministero dell'Ambiente e per la parte restante dal Comune.
La gara d'appalto viene vinta dalla Edilsteel srl di Atessa (Chieti) che si aggiudica i lavori (al ribasso) per un importo di un milione 664.722 euro (Iva esclusa). Ma nel novembre 2007, con un'altra determina, il Comune rescinde il contratto di appalto con la Edilsteel motivando con «grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo» dell'azienda.
Siamo a febbraio del 2008. Con un successivo atto, i lavori di costruzione della carpenteria metallica vengono affidati alla ditta Lencioni Costruzioni metalliche srl di Lucca e alla ditta Mospeca srl di Fiume Veneto per il montaggio del ponte.
I lavori stavolta proseguono, ma a gennaio 2009 il Comune ricorre all'aiuto di un ingegnere lucchese per farsi redigere il progetto esecutivo «delle parti laterali del ponte pedonale e delle rampe di accesso e collegamento con le viabilità esistenti a completamento della funzionalità dell'opera, per il costo complessivo di 288.458 euro».
A maggio (sempre del 2009) il progetto delle rampe di accesso alla passerella viene approvato e si dà il via ai lavori (si spendono gli ulteriori soldi), sulla scorta anche dei pareri positivi dell'Autorità di bacino del Serchio e della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. Nel successivo settembre il Comune annuncia trionfante che a breve la passerella sul Serchio sarà inaugurata. Ma l'entusiasmo presto svanisce.
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