Il Tirreno

Lucca

Gli architetti bocciano lo stadio

Lo stadio Porta Elisa
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Lo stadio Porta Elisa

Pochi posti auto, eccesso di carico urbanistico in un'area già satura

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 LUCCA. C'è il problema del parcheggio, sottodimensionato. Poi quello della tutela di uno stadio che «è uno dei primi esempi di architettura del Movimento Moderno riconosciuto a livello internazionale». E, non ultimo, c'è il problema di andare a gravare di traffico e carico urbanistico una zona già satura. All'ordine degli architetti non convince il master plan presentato per la riqualificazione del Porta Elisa. Ed esprime giudizi negativi, anche se prima di pronunciarsi in modo definitivo vorrebbe vedere il progetto architettonico che ancora non esiste. Tutte le pecche del progetto, vengono elencate nelle osservazioni che per conto dell'ordine, il presidente Elvio Cecchini ha presentato al Comune il 31 dicembre, l'ultimo giorno utile per chiedere modifiche alla variante per la valorizzazione dello stadio, adottata dal consiglio comunale a ottobre. E che l'assessore ai grandi progetti, Marco Chiari, vorrebbe riportare in aula, per l'approvazione definitiva, a fine mese.  TRAFFICO E CARICO URBANISTICO  Il problema principale, secondo l'ordine degli architetti, è che la zona nella quale si andrebbe a inserire il nuovo stadio, arricchito di negozi, ristoranti, multisala cinematografica, sala convegni, albergo e appartamenti «è già oggi un punto critico per tutte le implicazioni di traffico, viabilità, parcheggi e funzioni presenti (scuole, uffici, ospedale, mercato settimanale). Inoltre, un intervento del genere deve essere visto in una dimensione di pianificazione di più ampio respiro e, quindi, non deve relazionarsi solo con le Mura e la poca viabilità presente, ma anche con la futura dismissione dell'ospedale». Di conseguenza - ribadisce Cecchini a nome dell'ordine degli architetti - il modello proposto dello stadio «rifunzionalizzato che, abbandonato il vecchio impiego bisettimanale, possa essere vissuto quotidianamente, si scontra con tutta una serie di enormi problemi. Infatti, l'intervento di inserisce in un contesto viario già abbondantemente saturo e sottodimensionato». PARCHEGGIO  Pochi i posti auto previsti. E anche il parcheggio interrato - fanno presente gli architetti - «appare ridotto per il numero di utenti, clienti, spettatori, tifosi che usufruiranno del nuovo Porta Elisa, come ha già fatto presente anche Gesam che ha sollevato il problema della stazione di pompaggio in corrispondenza di un ingresso del parcheggio sotterraneo». Inoltre - insistono gli architetti - la soluzione del posteggio sotterraneo «crea problema di permeabilità dei suoli, di deflusso delle acque e di intercettazione della falda superficiale», come già segnalato da Geal (la società di gestione del sistema idrico) e la Provincia. SICUREZZA  L'ordine concorda con l'Asl, secondo la quale la probabile sovrapposizione di «eventi sportivi, ricettivi, congressuali, ricreativi, commerciali in un complesso di tale natura si rende inevitabile, ma anche "incompatibile con le normative di sicurezza previste"». INTEGRITÀ  Fondamentale, secondo l'ordine degli architetti, è salvaguardare «la natura organica di un edificio dalla vocazione sociale (e dall'importanza storica). La struttura organica del Porta Elisa, infatti, non ammette modificazioni che siano isolate dalla concezione più globale che lo ha generato e che deve continuare a governare qualsiasi modifica, seppur legittima. La tecnica impiegata per costruire lo stadio (nel 1934) consente di stabilire un determinato rapporto con le Mura, vicino paesaggisticamente esigente. Qualsiasi costruzione non proporzionata e disposta senza tener conto di queste geometrie ottiche può alterare la centralità dello stadio. E privare la città di questa memoria è come alterare l'ordine di un giacimento archeologico». GRADINATA  Per gli architetti, il master plan contraddice i propositi di tutela dell'impianto originario. Viene contestata la demolizione della tribuna (lato via Gramsci) definita «poco significativa sotto il profilo architettonico e già fortemente alterata». In realtà - si legge nelle osservazioni - «l'alterazione non è che l'apertura di alcune uscite di sicurezza (necessarie per legge) e il prolungamento delle gradinate fino all'altezza del campo da gioco: ma entrambe queste aggiunte sono reversibili».

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