Finanza
Arriva il servizio a chiamata
Barbara Antoni
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Utenti alla fermata dellautobus È un'ipotesi allo studio per evitare tagli alle corse
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LUCCA. Razionalizzazione delle corse, istituzione del servizio a chiamata, risparmi nella gestione aziendale. Sono alcune ipotesi di soluzioni a cui la Provincia potrebbe ricorrere nell'intento di operare il minor numero di tagli al trasporto pubblico. La conferma arriva dall'assessore provinciale Silvano Simonetti. Prima di dire l'ultima parola sul futuro del trasporto pubblico, messo a rischio dal taglio ai fondi operato dal governo centrale, la Provincia si è data tempo fino al 31 gennaio. «Prima di decidere - dice infatti Simonetti - attendiamo ulteriori incontri con Regione e altre amministrazioni provinciali, per fare un ragionamento proiettato a tutto il 2011, quando conosceremo l'entità dei fondi certi». Da parte sua, Palazzo Ducale ci mette la sua politica, di «garantire in primo luogo l'utenza più debole», quella dei lavoratori, degli studenti e quella cosiddetta "sociale" delle persone e delle famiglie a basso reddito. «Chiaramente - continua Simonetti - non vogliamo aumentare le tariffe, come è successo in altri territori. Riteniamo che l'aumento del biglietto scoraggerebbe gli utenti deviandoli sul trasporto privato. Prima di parlare di tagli alle corse e di aumenti vogliamo mettere in campo un'analisi approfondita con l'azienda che gestisce il servizio di trasporto, per razionalizzare servizi e gestione. È un lavoro che stiamo portando avanti con l'azienda, poi incroceremo i dati». Sulla scorta dei risultati ottenuti negli ultimi quattro anni e mezzo («il raddoppio delle cifre impegnate per il trasporto pubblico», dice Simonetti) la Provincia si ripromette di non tornare indietro. «Nonostante che il governo ci tagli i trasferimenti, noi vogliamo riconfermare le cifre finora destinate - continua l'amministratore -. Per questo abbiamo pensato di operare nell'ottica del risparmio. Ad esempio, per le corse urbane o extraurbane che si venissero a sovrapporre, potremmo operare una razionalizzazione. Potremmo istituire il servizio a chiamata dove si registrassero corse poco utilizzate. Ma un risparmio potrebbe venire direttamente anche dalle maglie della gestione aziendale. In questo modo potremmo mettere in atto misure per alleviare la pressione economica». Alcuni incontri risultano in calendario anche nei prossimi giorni. I sindacati sono in piena mobilitazione e annunciano novità per il fine settimana. C'è attesa anche per le ripercussioni che possibili tagli (di fondi, di corse) potranno avere sui posti di lavoro. Nicola Da San Martino, della Fit Cisl, stima che con i fondi ad oggi disponibili, le corse potrebbero subire tagli dal 10 al 12% e i posti di lavoro del 10. «Ma dobbiamo tenere conto - spiega - che l'attuale organico di Clap, circa 320 dipendenti, è già sotto organico di 10-12 addetti, sulla scia anche dei pensionamenti degli ultimi mesi. Da noi, il personale è già ridotto. Nella peggiore delle ipotesi, se altri posti venissero meno, chiederemo il ricorso alla alla cassa integrazione in deroga».
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