La manifestazione
Allarme per la tribuna coperta
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Elvio Cecchini Verrà affiancata da due blocchi alti 12 e 15 metri: «Non si sa se sarà possibile mitigare l'impatto visivo»
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LUCCA. Allarme dell'ordine degli architetti anche per la tribuna coperta del Porta Elisa, tutelata dalla Sovrintendenza con un vincolo specifico. In effetti - osserva Elvio Cecchini, presidente dell'ordine - il master plan dello stadio prevede (perché non può fare diversamente, ndr) che la tribuna venga sottoposta a restauro conservativo». Tuttavia gli edifici che sono previsti accanto, la struttura rischia di restare soffocata: da una parte, infatti, dove c'è la curva che guarda viale Marconi (la circonvallazione) è prevista la realizzazione di un albergo-residenza turistico-alberghiera alto 12 metri; dall'altra (curva via Barbantini) è previsto un complesso residenziale alto 15 metri: «Con i pochi elementi oggi a disposizione - sottolinea Cecchini, a nome dell'ordine degli architetti - non è dato sapere se sarà possibile mitigare l'impatto visivo e ambientale di corpi di fabbrica di tale altezza». Preoccupazione, infine, viene espressa anche per il mantenimento e il riutilizzo delle «strutture perimetrali storiche come accessi al nuovo organismo». Per l'ordine degli architetti, infatti, riutilizzare un muro (come previsto nella zona della curva ovest) «con funzioni diverse da quelle per le quali è stato costruito è improbo soprattutto se, al tempo stesso, si esprime la volontà di farvi manutenzione e contemporaneamente crearvi nuovi accesi. Il muro perimetrale dello stadio è uno degli elementi architettonici e decorativi di maggior pregio: il suo diretto richiamo alle Mura prospicenti obbligherebbero, di per sé, all'intangibilità assolua, a meno che i nuovi accessi non si configurino come "nuove porte" della cerchia urbana». Tutto sommato - conclude l'ordine - il parere della Sovrintendenza «è condivisibile per quanto riguarda la tutela diretta (in base al Codice Urbani) consentendo solo il restauro conservativo, senza ammettere l'inserimento di corpi di fabbrica incongrui, ma appare anacronistico nella previsione del recupero delle attività sporive originarie». i.b.
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