Il Tirreno

Lucca

Scuola, sbagliate le scelte del Comune

Una protesta contro l’aumento dei buoni pasto (Vip)
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Una protesta contro l’aumento dei buoni pasto (Vip)

L'Italia dei Valori: non ha senso l'aumento dei buoni pasto

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 LUCCA. L'Italia dei Valori critica la politica scolastica del Comune. E lo fa facendo riferimento al caso delle mense.  Dice Fabrizio Buccianti, responsabile provinciale del partito per i problemi della scuola: «La vicenda dei buoni pasto è l'ennesima dimostrazione di come la politica di questa amministrazione sia qualcosa di distante dalla comunità degli utenti di un servizio. Le critiche e la segnalazione di un disagio non sono considerate utili a migliorare, modificare un servizio e ad aprire un dialogo se non dopo incessanti richieste di ascolto. Il problema è che quando poi gli animi sono esasperati anche all'interno della comunità dei cittadini si aprono fratture e incomprensioni (forse auspicate dall'amministrazione comunale) che riportano la questione su binari sbagliati».  «Le dimissioni di Marcelli, il presidente del comitato "buoni pasto", sono la dimostrazione di tutto ciò. Di fronte a una piccola apertura avuta dall'assessore Buonriposi il gruppo si è diviso sulla linea da adottare. Non vi è alcun senso nell'aumento spropositato dei buoni pasto: non si è migliorata la qualità del cibo, non si è migliorato il servizio, anzi il suo riassetto doveva farlo costare meno, quindi è solo la necessità del Comune di far cassa. Avremmo preferito che i soldi spesi (anche se ricevuti da uno sponsor) per decorare la città con quella decina di costosi sagomatori che sparano la loro luce fossero stati impiegati altrimenti. La politica condiziona in mille modi il nostro vivere e quella del Pdl lo fa sempre nei modi sbagliati. L'aver ottenuto dal ministero i soldi necessari per mantenere i collaboratori scolastici dipendenti dalle cooperative che, almeno fino a giugno, saranno sicuri del posto ci rende felici per quei lavoratori. Però proprio a questi lavoratori l'Italia dei Valori avrebbe preferito comunicare che il loro lavoro è indispensabile e prezioso, che il loro posto non sarà in pericolo neanche negli anni a venire (perché se oltre alla fatiscenza degli edifici scolastici si unisce la sporcizia, l'inefficienza e la disorganizzazione, la scuola pubblica può chiudere) che non saranno più costretti a sentirsi pei poveri questuanti, ma persone degne e utili alla società. E se a chiedere questi soldi fosse stata un'amministrazione di sinistra? All'Idv queste procedure di bassa lega non fanno che rimarcare la mancanza di una cultura politica a servizio del cittadino».

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