Attenzione
Stop alla cementificazione
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L’area del progetto del Parco S. Anna«40 milioni di oneri sprecati dalla giunta Favilla»
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LUCCA. Una sterzata sull'urbanistica con la chiusura dopo 12 anni della fase di «occupazione del territorio» e l'apertura di un nuova stagione che consista in un miglioramento della qualità della vita a discapito della cementificazione selvaggia con risorze destinate alla realizzazione di progetti sostenibili: scuole, strade, asili, parchi, aree verdi. È il messaggio lanciato dal capogruppo del Partito Democratico, Alessandro Tambellini, a seguito della conclusione dell'iter per l'adozione della variante al regolamento urbanistico e al piano strutturale che, a giudizio del partito, avrà un impatto devastante su viale Einaudi a S. Anna e su tutto il territorio comunale. «In 4 anni l'amministrazione in cambio di 40 milioni di euro che hanno rimpinguato le casse comunali ha cancellato parte delle aree ancora edificabili senza offrire ai cittadini nulla in termini di servizi» accusa l'esponente del Pd. Che - sulla vicenda del Parco di S. Anna (la procura da tempo ha aperto un fascicolo di atti relativi) - prevede un'approvazione da parte della maggioranza che avrà ripercussioni nefaste e inimmaginabili sull'urbanizzazione del territorio. «Come opposizione - prosegue - oltre al nostro parere negativo valuteremo se sarà il caso di presentare ricorso al Tar ammissibile soltanto se riusciremo a dimostrare che è venuto meno il diritto ad esprimere una volontà consapevole. Diritto che noi rivendichiamo in quanto ad oggi non abbiamo avuto documentazione delle modifiche della variante e quindi non abbiamo elementi per esprimere un parere». Anche la circoscrizione 3 (S. Anna) è rimasta silente. «Credo - dice il capogruppo Pd alla circoscrizione, Gallo - che i consiglieri abbiano il diritto di fornire un loro parere, seppur non vincolante, su una variante profondamente cambiata rispetto a quella di cui si era fatto cenno nel 2008. Voglio segnalare cosa accaduto nella seduta del consiglio di circoscrizione 3 del 22 dicembre scorso. Il consiglio doveva esprimere un parere sulla variante in questione datata marzo 2010. Nessuna richiesta di espressione di un parere sulla modifica della nuova variante è pervenuta al consiglio sino ad oggi. Come non è pervenuta alcuna documentazione e nemmeno nota integrativa è stata inviata affinchè potessimo svolgere il nostro ruolo. Ritengo questo atteggiamento gravissimo. Rimango sconcertato di fronte all'atteggiamento della maggioranza del consiglio di circoscrizione che, in evidente imbarazzo, si è trincerata dietro a un documento presentato per sostenere l'impossibilità di esprimere un parere di merito per mancanza di documentazione». QUESTIONE POLITICA Per Tambellini siamo di fronte a una questione di grave responsabilità politica e non tecnica come vuol giustificare il sindaco Mauro Favilla. «Da questa opera l'amministrazione comunale ricaverà 4 milioni: 3 di oneri di urbanizzazione e 900mila euro dalla vendita di 3mila metri di terreno (manufatto Geal). - prosegue l'esponente del Partito Democratico - Era l'occasione propizia per fare delle scelte utili al quartiere dove c'è carenza di parcheggi e dove era necessario fare progetti sostenibili. Noi non vogliamo sostituire il Consorzio Etruria alla Valore, ma siamo preoccupati per la cementificazione del Parco S. Anna e per l'impatto che il progetto avrà sulla salute dei cittadini, sul traffico, sulla tenuta sociale, sul tessuto economico e sull'impossibilità di pianificare lo sviluppo di un'area verde attrezzata a servizio della comunità». IMPATTO AMBIENTALE Nel 2008 il Partito Democratico presentò in consiglio un ordine del giorno il ritiro in autotutela del Piano Attuativo dopo l'adozione del Commissario Prefettizio visto che era in contrasto con il Piano Strutturale. «Il nostro ordine del giorno venne bocciato. - ricorda Tambellini - Poi furono palesati gli sforamenti, sospesa la validità del regolamento urbanistico. Dopo quel periodo per un anno sono state rilasciate liberamente dal comune un numero impressionante di concessioni edilizie. Adesso si cancellano le Utoe e si elimina ogni Vas (valutazione impatto ambientale) presentando questa nuova variante che stravolge quella precedente. Secondo il primo cittadino oggi chi ha il terreno edificabile ha diritto a costruire anche se i piani attuativi adottati non hanno concluso l'iter e non sono stati perfezionati. L'amministrazione con questa nuova variante ha dato un colpo di spugna agli elementi di valutazione ambientale: dal 1 al 20 dicembre abbiamo conosciuto un altro testo assai diverso dal precedente. Ed è chiaro che le questioni legate all'urbanistica s'incrociano con quelle dello stadio: si vuol affidare a terzi per 99 anni il Porta Elisa e rimettere in pista il piano attuativo di viale Einaudi bloccando i piccoli interventi dei singoli cittadini».
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