Finanza
Caro mensa, riparte la protesta
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Nuovo anno, nuove mobilitazioni. Il panino day, targato 2011, è alle porte: i genitori del comitato "protesta buoni pasto Lucca" ripartono più agguerriti di prima, decisi nel continuare a chiedere la diminuzione del costo del buono pasto, l'eliminazioni degli indici di benessere iniqui (consumo medio di gas e luce), la creazione di un tavolo permanente per la scuola pubblica con il Comune e un miglioramento generale della qualità del cibo servito.
Spesso scadente, scotto o crudo, bollente o troppo freddo, galleggiante in quantità eccessive di acqua e olio. Gli ipotetici dieci (o venti) centesimi di riduzione rispetto all'attuale tariffa (4,40 euro per la fascia massima, quella in cui ricade la maggior parte delle famiglie lucchesi, contro i 3,10 euro dell'anno precedente, segnando un aumento del 42 per cento), proposti dal sindaco, rappresentano tutt'altro che una soluzione accettabile. Su questo non ci sono dubbi: il comitato chiede di tornare al prezzo dell'anno scorso, 3,10 euro.
E anche per quanto riguarda la forma di protesta da adottare la linea è chiara: panino day a oltranza. Così è stato deciso nell'assemblea pubblica organizzata dal comitato stesso e volta a sensibilizzare i genitori sull'argomento. Da domani partiranno volantinaggi e campagne di informazione tra i genitori all'uscita di scuola per estendere la mobilitazione al maggior numero di istituti possibile, cercando così di coprire l'intero territorio lucchese. Dalle materne alle elementari, il campo di azione è ben delimitato. Poi da metà settimana i bambini torneranno a scuola col panino nello zaino, senza consegnare il buono pasto per la mensa.
Spesso scadente, scotto o crudo, bollente o troppo freddo, galleggiante in quantità eccessive di acqua e olio. Gli ipotetici dieci (o venti) centesimi di riduzione rispetto all'attuale tariffa (4,40 euro per la fascia massima, quella in cui ricade la maggior parte delle famiglie lucchesi, contro i 3,10 euro dell'anno precedente, segnando un aumento del 42 per cento), proposti dal sindaco, rappresentano tutt'altro che una soluzione accettabile. Su questo non ci sono dubbi: il comitato chiede di tornare al prezzo dell'anno scorso, 3,10 euro.
E anche per quanto riguarda la forma di protesta da adottare la linea è chiara: panino day a oltranza. Così è stato deciso nell'assemblea pubblica organizzata dal comitato stesso e volta a sensibilizzare i genitori sull'argomento. Da domani partiranno volantinaggi e campagne di informazione tra i genitori all'uscita di scuola per estendere la mobilitazione al maggior numero di istituti possibile, cercando così di coprire l'intero territorio lucchese. Dalle materne alle elementari, il campo di azione è ben delimitato. Poi da metà settimana i bambini torneranno a scuola col panino nello zaino, senza consegnare il buono pasto per la mensa.
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