Finanza
Lucchese, difficile trovare nuovi soci
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Al centro nella foto Marco ScaltrittiAppello di Scaltritti: «Progetti importanti per la città, serve più sostegno»
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LUCCA. I soldi per la Lucchese calcio e soprattutto per il nuovo stadio non arriveranno dall'Associazione industriali. Se qualche socio a titolo personale vorrà investire nell'operazione, è libero di farlo. Ma un intervento istituzionale è da escludere. L'appello del socio di maggioranza, Giovanni Valentini (gruppo Valore) rischia di cadere nel vuoto. Anche se lo rilancia l'assessore allo sport, Lido Moschini, gli industriali, almeno come associazione, non lo possono raccogliere. Il presidente, Andrea Guidi, su questo è chiaro: «Un conto è chiedere una sponsorizzazione per la squadra e un conto, invece, è chiedere soldi per un investimento della portata di decine di milioni di euro, quanti ne servono per il nuovo stadio. Come categoria, o meglio come associazione, non possiamo impegnarci a sostenere questa operazione. Diversa, invece, è la valutazione che ogni socio potrà fare a livello personale, una volta conosciuto nel dettaglio il progetto». In effetti, una presentazione ufficiale del master plan del Porta Elisa, alla sede di Assoindustria ancora non c'è stata: quella fissata per dicembre è saltata per impegni improvvisi dei due soci principali della Lucchese. Un nuovo incontro, comunque, Guidi assicura che verrà convocato in piazza Bernardini. Anche se la data non c'è ancora. Ma, al di là della proposta finale, già ora per Marco Scaltritti, presidente della coop Terra Uomini e Ambiente, è impensabile che Lucca «e le sue forze sociali, imprenditoriali e sportive gettino a mare un progetto serio e concreto per dare futuro stabile alla Lucchese. Non è possibile che le prime difficoltà economiche e sportive reali dell'attuale società facciano perdere di vista l'importanza per il futuro del progetto presentato in modo trasparente e corretta alla comunità in questi anni. La privatizzazione "concertata e concordata" degli stadi, la crescita imprenditoriale delle società sportive sono gli unici strumenti capaci di garantire futuro economico al calcio professionistico. A Lucca questo progetto c'è, portiamolo avanti senza contrapposizioni per il bene della città». Scaltritti, del resto, ha partecipato a questo progetto «o ora con altri imprenditori cooperativi stiamo valutando l'ingresso con quote minori e abbiamo presentato alcune proposte per rafforzarlo. Di fronte alla grave crisi economica non è facile realizzare e far comprendere "innovativi progetti finanziari ed urbanistici". Serve una forte tensione unitaria della città per cogliere l'occasione di sviluppo: 40 milioni di investimenti, la riqualificazione di un quartiere con l'implementazione di servizi alle persone e nuovi investimenti alberghieri per rendere più ricca l'offerta turistica. Le istituzioni e la società civile e sportiva invece di dividersi - insiste Scaltritti - sappiano lavorare per aiutare questo processo contribuendo al coinvolgimento dell'imprenditoria lucchese». Certo - ammette - un ruolo «fondamentale spetta anche alla Lucchese calcio che sviluppi rapporti e si confronti con chiarezza con la città, sappia superare queste prime difficoltà a partire dal rientro della dimissioni da presidente Giuliano Giuliani, rispettare gli impegni economici a breve. Il gruppo Valore e l'architetto Valentini non hanno mai nascosto nulla e le loro intenzioni sono sempre state alla luce del sole: per questo sono convinto che sapremo uscire dall'attuale situazione di difficoltà. Quindi per sostenere la Lucchese oggi servono subito 10 nuovi soci (anche con quote differenziate) capaci di realizzare il progetto nell'interesse generale e per salvare la Lucchese. Intanto domani tutti a sostenere i rossoneri».
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