Sicurezza
Incontro a Palazzo Orsetti
Dalla Cina a Lucca per imparare a produrre energia pulita
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LUCCA. Lucca è all'avanguardia della riduzione del consumo elettrico pubblico, tanto che una delegazione di una grande azienda di produzione elettrica cinese, La Linbo, in visita in Italia, ha voluto venire a visitare la nostra città, per prendere spunto dalle importanti realizzazioni che il Comune sta attuando per diminuire il consumo elettrico e l'inquinamento. La delegazione, accompagnata da Li Runfu, già Console Generale della Repubblica Popolare di Cina a Firenze è stata ricevuta a palazzo Orsetti dal sindaco Mauro Favilla che ha illustrato i molti progetti che il Comune sta realizzando. «Nel 2011 la nostra città raggiungerà gli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto - ha spiegato il sindaco Favilla - riducendo del 20% il consumo elettrico e producendo il fabbisogno di energia dei palazzi pubblici e della pubblica illuminazione con fonti rinnovabili e non inquinanti come il sole. Questi obiettivi saranno raggiunti dal Comune insieme a Gesam, grazie alla costruzione di due impianti di produzione fotovoltaica, che sfruttano cioè l'energia del sole, a Porcari e sui parcheggi in realizzazione al Polo Fieristico. Questi impianti si vanno ad aggiungere a quelli che abbiamo già realizzato al parcheggio di viale Carducci e sul tetto della scuola di Sorbano. La produzione di questi impianti sarà sufficiente ad illuminare tutti i lampioni del territorio del Comune di Lucca, anche perché, sempre insieme a Gesam, stiamo provvedendo a sostituire tutti i corpi illuminanti con altri che illuminano di più e consumano meno. Quindi di fatto tutte le luci pubbliche utilizzeranno energia pulita, così come il riscaldamento dei palazzi pubblici». A fine incontro, la delegazione cinese ha poi chiesto alla nostra città di avviare una serie di accordi culturali e di amicizia con la città Shangqiu, nella provincia di Henan. «La Cina sta guardando con grande interesse al nostro territorio - ha commentato il sindaco Favilla - che viene visto, grazie alla nostra storia di contatti con l'oriente lungo la Via della Seta, come un interessante approdo culturale per realizzare collaborazioni che prevedono anche contatti economici e turistici».
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