Sicurezza
Il 14 gennaio incontro al Ministero
Vigilanza privata sul piede di guerra
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La Filcams Cgil interviene sulla scadenza del contratto della vigilanza privata: «Sono passati ormai 24 mesi e 40.000 lavoratori sono ancora in attesa del rinnovo del proprio contratto nazionale. Dopo la mobilitazione dell'8 ottobre, che ha visto grande partecipazione dei dipendenti della provincia di Lucca, il ministero del Lavoro si era preso l'impegno di prendere alcuni provvedimenti per aiutare il mercato del settore. «Ma solo ora, a distanza di due mesi - afferma Umberto Marchi della Filcams Cgil di Lucca e membro del coordinamento nazionale - ci è giunta la convocazione per il prossimo 14 gennaio. Ci vuole responsabilità da parte di tutti, soprattutto per non far pagare la crisi solo ai lavoratori, portando ad una dequalificazione generale del settore. A Lucca c'è insoddisfazione: le aziende pensano solo ai loro interessi economici. La gente è stanca: sono due anni che questi dipendenti stanno perdendo potere di acquisto. Tutto è aumentato meno gli stipendi rimasti invariati. Dopo 24 mesi ancora non si è riusciti ad entrare nel merito della piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali. «Tra le richieste quella salariale di 145 euro a fronte del nuovo calcolo (Ipca) che porterebbe solo 80 euro circa nelle tasche dei dipendenti, non possiamo neppure tollerare in passo indietro per quanto riguarda la malattia, i primi due giorni le aziende non vogliono pagarla, come se fosse colpa del dipendente ammalarsi, riteniamo che, dopo 24 mesi, si debba ricercare una dignitosa conclusione del negoziato, solo a partire da temi importanti e che necessitano una soluzione come il cambio di appalto. Dopo l'incontro del 14 gennaio faremo una valutazione dello stato della trattativa e decideremo il percorso da intraprendere e le eventuali iniziative successive per avere anche il loro apporto a sostegno di un contratto sempre più povero e per un lavoro sempre più rischioso e pieno di responsabilità mal retribuite».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google