Il Tirreno

Lucca

«Senza soci lucchesi Valore si tira fuori»

Nicola Nucci
Valentini e Giuliani in un incontro con il sindaco e, allo stadio, con il presidente della Provincia
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Valentini e Giuliani in un incontro con il sindaco e, allo stadio, con il presidente della Provincia

Per Valentini, azionista di maggioranza, non basta la garanzia della variante al nuovo stadio

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 LUCCA. «Se non entrano nuovi soci lucchesi il progetto legato alla ristrutturazione del Porta Elisa per dare un futuro stabile all'As Lucchese Calcio 1905 si ferma». Parole che non ammettono repliche e che suonano come una sorta di ultimo appello alle forze imprenditoriali della città per evitare che la gloriosa società rossonera torni nel limbo dopo aver riconquistato a tempo di record le soglie del calcio del conta. A pronunciarle, 24 ore dopo le dimissioni di Giuliano Giuliani dalla carica di presidente della Lucchese, il socio di maggioranza Giovanni Valentini, responsabile del Gruppo immobiliare Valore spa che detiene l'80% delle quote della società di viale San Concordio.  Dal luogo dove si trova in vacanza rinnova l'appello agli industriali, alle forze imprenditoriali e al "salotto buono" della città per superare le difficoltà finanziarie e garantire un futuro alla Lucchese. Valentini non è affatto sorpreso delle dimissioni del patron rossonero Giuliano Giuliani che, stando all'azionista di maggioranza, già ad ottobre avrebbe meditato questo passo. Con lui avrà un faccia a faccia la prossima settimana negli uffici di Prato del Gruppo Valore. Ha deciso di rientrare dalle ferie con qualche giorno d'anticipo per affrontare la situazione.  Gli sportivi rossoneri sono in fermento. C'è preoccupazione. Resterà ancora al timone della Lucchese?  «La prossima settimana rientrerò a Prato e parlerò con Giuliano. Poi convocherò una conferenza stampa per fare il punto della situazione. E' nostra intenzione andare avanti con la gestione sino a giugno, ma non possiamo più camminare con le nostre gambe. La città deve darci una mano se ha a cuore le sorti della Lucchese che è un bene comune e un patrimonio dei lucchesi».  Evidentemente all'interno della Valore i soci - vuoi per i ritardi nell'iter amministrativo del nuovo Porta Elisa, vuoi per la crisi del settore immobiliare, vuoi per altri problemi legati a progetti urbanistici lucchesi (parco S. Anna) - non hanno più intenzione di versare ogni mese 120mila euro per finanziare la Lucchese senza avere un ritorno economico in tempi rapidi.  Gli appelli rivolti all'imprenditoria lucchese sono caduti nel vuoto. Si era ventilato dell'ingresso di una decina di industriali (tra cui alcuni membri dell'Assoindustria di cui fa parte anche Giuliani) e di un club svizzero interessato al progetto del nuovo Porta Elisa.  «Ha ragione l'assessore allo sport Lido Moschini. E' necessaria la partecipazione di soci lucchesi. Altrimenti il progetto Lucchese non può andare avanti. Lo stadio non si farà più? Non dipende solo da noi, questo è chiaro».  Si aspettava le dimissioni del presidente e socio Giuliani? Che resterà comunque come socio di minoranza nella compagine societaria.  «Le dimissioni di Giuliano non sono una sorpresa. Mi erano state preannunciate ad ottobre e non fanno altro che accelerare la necessità di un intervento della città per sbloccare la situazione».  Non vuole fare chiarezza sull'aspetto finanziario della Lucchese?  «Ora è il momento del silenzio. Tra qualche giorno parlerò di tutto, del presente e del futuro». La conferenza stampa potrebbe essere programmata nel periodo 17-22 gennaio.  Valentini tuttavia ha garantito che la Lucchese farà fede ai propri impegni nei confronti dei tesserati e garantirà la gestione ordinaria almeno sino a giugno. È bene chiarire - per evitare qualsiasi polemica e strumentalizzazione - che ad oggi la società non ha pagato la mensilità di novembre (versamento il 15 dicembre) e potrebbe non saldare neanche quella di dicembre (versamento il 15 gennaio). Ma se, come sembra più che probabile, inizierà a regolarizzare la posizione pagando a fine gennaio la mensilità di novembre - quando avrà sul conto corrente i 130mila euro della Juventus per la cessione del portiere Leonardo Citti - non correrà alcun rischio di penalizzazione. Perchè la normativa sul punto è chiara: i club sono autorizzati a posticipare i pagamenti non oltre i tre mesi. Per cui soltanto se non fossero state saldate contemporaneamente le mensilità di novembre, dicembre e gennaio (per quest'ultima il versamento è il 15 febbraio) entrerebbe in gioco la Co.Vi.Soc. con il deferimento per inadempienze contrattuali che porta alla penalizzazione di un punto per ogni singola contestazione: Irpef, Enpals, Ires, Iva, Irap, ripianamento carenza patrimoniale, riduzione capitale sociale.

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