Il Tirreno

Lucca

Ricorso per la gestione del nido di S. Anna

Ilaria Bonuccelli
L’asilo nido di via Matteotti a S. Anna
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L’asilo nido di via Matteotti a S. Anna

Il gruppo di imprese sconfitto nella gara porta il Comune davanti al Tar

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 LUCCA.In qualche modo il Comune se lo poteva aspettare, visto l'importo dell'appalto: circa 11 milioni di euro. E in effetti, il raggruppamento di imprese lucchesi che non ha ottenuto la concessione per terminare e gestire il nuovo nido a S. Anna, ha presentato ricorso al Tar. Costringendo la pubblica amministrazione a resistere in giudizio.  Nella prima metà di ottobre, infatti, il Comune aggiudica la costruzione e la gestione trentennale del nido (da 50 posti) di via Matteotti al raggruppamento temporaneo di imprese pisane composto da Il Ponte-Ponte verde, Idealcoop, Nuova Idealcoop e Paideia.  La commissione di gara - composta dal dirigente all'istruzione, Graziano Angeli (presidente) e da Nino Danesi (responsabile dell'edilizia scolastica per il Comune), Laura Cesarano, Tiziana Picchi (segretario generale del Comune) e Serafino Turturici - valuta che l'offerta presentata dalla cordata pisana sia, anche se di poco, migliore rispetto a quella delle coop lucchesi, sia dal punto di vista tecnico che economico.  Le offerte vengono esaminate in più sedute dalla commissione, ma alla fine la decisione è di non assegnare la concessione all'associazione temporanea di imprese fra le coop La Luce, Agape, La Salute e La Cerchia.  La reazione non si fa attendere: l'Ati presenta un ricorso al Tar che viene notificato all'amministrazione comunale il 10 dicembre. In discussione viene messo soprattutto il procedimento seguito per l'aggiudicazione. Il ricorso, infatti, contesta alla commissione di gara di non aver letto a voce alta, in sede di valutazione delle proposte, l'offerta economica; inoltre, viene contestata la mancata decisione di annullare la gara nel momento in cui è sorto un «dilemma interpretativo» di un passaggio del bando. Il Comune sostiene di non aver commesso alcun errore, nella valutazione delle domande e, tanto meno, nella procedura seguita per assegnare la concessione.  Infatti - secondo quanto accertato con i propri legali - il Codice degli appalti indicherebbe l'obbligo (rispettato) di leggere a voce alta l'offerta tecnica, ma non quella economica. Riguardo al "dilemma interpretativo", lo stesso presidente di commissione ha sollevato la questione che è stata risolta, come risulta anche dai verbali delle sedute. In ogni caso, con o senza questo cavillo interpretativo, l'appalto sarebbe stato assegnato in ogni caso alla cordata pisana, per la superiorità (sia tecnica che economica) della proposta.  Resta, però, da vedere che cosa deciderà il Tar. E se, prima di entrare nel merito della questione, concederà la sospensiva richiesta dalle coop lucchesi, escluse da un appalto importante. Infatti, per la gestione del nido per 29 anni è previsto un compenso di 10 milioni e 280mila euro (Iva esclusa); poi ci sono 120mila euro di progettazione esecutiva per completare il nido; 760mila euro (a base d'asta) per l'esecuzione dei lavori e anche 150mila euro per la fornitura degli arredi.  Se il Tar non bloccherà l'aggiudicazione, il nido dovrebbe essere pronto già per l'anno scolastico 2011-2012. Se il contenzioso, invece, verrà considerato fondato, sarà difficile prevedere i tempi di realizzazione della nuova scuola. Un po' come è successo per il centro unico di cottura a San Filippo la cui realizzazione è stata ritardata di alcuni anni proprio da un ricorso contro l'aggiudicazione dell'appalto.

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