Finanza
«Interessa solo il business»
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Alessandro Tambellini (seduto) e Antonio Sichi nellemiciclo di Palazzo Santini Opposizione critica sul ruolo del gruppo Valore
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LUCCA. L'opposizione ha un pensiero comune: al gruppo Valore (e quindi a Giovanni Valentini) non è mai interessata la Lucchese calcio, ma le operazioni immobiliari programmate sul territorio. A differenza della maggioranza, il centrosinistra ritiene che la crisi in corso nella società non sia passeggera e che, anzi, metta a repentaglio la realizzazione del nuovo stadio. Tanto che invita il Comune alla prudenza e a non dare in concessione lo stadio all'attuale proprietà per 99 anni. Non a caso Antonio Sichi, capogruppo della Federazione della sinistra, sostiene: «I nuovi soci di maggioranza della Lucchese fecero capire subito alla città che non erano dei benefattori e che il loro impegno sportivo era vincolato alla fattibilità urbanistica del nuovo stadio, con il ritorno economico che sarebbe derivato dalle attività commerciali previste al suo interno. Condizione posta da Giovanni Valentini (Valore) e Giuliano Giuliani (Cipriano costruzioni) all'amministrazione comunale come vincolante per il loro duraturo impegno calcistico. Per me questo era un precedente pericoloso e proposi all'amministrazione di imporre una fidejussione a garanzia della realizzazione dell'intervento. Nonostante questo, la giunta è andata avanti e oggi probabilmente lo stadio non basta più ai proprietari della Lucchese. E nell'imminenza della votazione sulla variante urbanistica, prevista per lunedì, si vuole altro». Sichi teme che dietro a questa crisi, più o meno indotta, della Lucchesia si celino pressioni per concludere l'iter che consentirà la maxi-operazione immobiliare a S. Anna, in viale Einaudi. O forse - ipotizza - «rende di più e fa rischiare di meno vendere al miglior offerente la fattibilità urbanistica dell'opera. In questa situazione, ma sarebbe grave, senza precise garanzie, dare il via all'operazione con il pericolo di trovarsi tra un anno, di fronte alle Mura, un cantiere aperto con i lavori bloccati». Ipotesi per nulla remota, secondo quanto analizza Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd: «Probabilmente il gruppo Valore era più interessato alle operazioni immobiliari a Lucca che alla Lucchese. Ora, però, il Comune deve ragionare diversamente. È giusto recuperare lo stadio, ma bisogna vedere con quali interventi e con quali modalità di assegnazione della gestione. Le soluzioni possibili, a mio avviso, sono due: o indice un'asta o crea una società di trasformazione urbana, di cui parla da tempo senza passi concreti». Il successo dell'operazione - insiste Tambellini - dipende «infatti, da chi effettua i lavori e dalle condizioni di concessione. Intanto, deve essere chiaro che lo stadio deve servire, innanzitutto, a finanziare la Lucchese. E poi, non devono essere previste destinazioni in contrasto con le norme o in conflitto con quello che già esiste». In poche parole, attacca Governare Lucca «con questa crisi si è svelata la debolezza della proposta che noi abbiamo denunciato dall'inizio. È giusto che lo stadio diventi una struttura che dà reddito per finanziare in primo luogo la Lucchese e poi anche lo sport minore, ma non è giusto darlo in concessione, direttamente, a privati per 99 anni». La prima mossa che ci si può aspettare in queste condizioni, infatti - prosegue Governare Lucca - è che il socio «di maggioranza, una volta approvato il progetto dello stadio, venda le quote e lasci la società. Ecco perché la soluzione dovrebbe essere la concessione a una società partecipata dal Comune che entrerebbe portando lo stadio in dotazione».
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