La manifestazione
Soci ai ferri corti, Giuliani si dimette
Luca Tronchetti
Terremoto alla Lucchese, il presidente lascia per mettere alle strette Valentini
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LUCCA. L'annuncio ufficiale arriva alle 15.01: Giuliano Giuliani, dal 9 agosto 2008 presidente dello Sporting Lucchese e poi, dal 30 marzo 2009, dell'As Lucchese Libertas 1905, si dimette. Dodici righe che aprono la crisi societaria di una compagine che in 24 mesi si era risollevata da un fallimento stimato in oltre 6 milioni di euro, causato dalla gestione dell'uomo d'affari siro-armeno Fouzi Hadj.
La nuova società in due campionati ha riportato la squadra della città dalla serie D alla Prima Divisione, conquistando anche una Supercoppa di Lega Pro 2: risultati capaci di risvegliare l'entusiasmo in una tifoseria amareggiata che a metà settembre aveva fatto registrare 4500 presenze allo stadio. Oggi il clima, però, è diverso. Il patron-impresario, titolare della Cipriano Costruzioni, decide di uscire allo scoperto perchè da quasi due mesi l'architetto Giovanni Valentini, azionista di maggioranza (con l'80% della società) per conti del gruppo immobiliare Valore (un pool di imprenditori pratesi e non) non versa la sua quota. Giuliani da solo non può garantire la gestione della Lucchese: circa 150mila euro mensili tra emolumenti a calciatori, tecnici, staff sanitario, dipendenti, spese vive, gestione delle trasferte, versamenti all'Erario e agli enti previdenziali e assistenziali. Dimissioni in cambio di chiarezza, dunque. Anche perchè il presidente Giuliani può mantenere fede agli impegni presi per il suo 20% di quote, mentre devono essere altri (Valentini) a prendere in mano le redini dell'«azienda Lucchese» e spiegare la situazione alla tifoseria, già sul piede di guerra per la deludente stagione in corso.
LA MOTIVAZIONE Giuliani si dimette per la situazione di crescente difficoltà percepita a metà novembre ed esplosa a fine del 2010. Quando i contatti tra i due soci si sono fatti sempre più sporadici e i progetti per il futuro sempre più fumosi: dalla ristrutturazione del Porta Elisa, al rilancio del settore giovanile, alla campagna rafforzamento della squadra, relegata in fondo alla classifica. La sensazione di parte della società è che Valentini (attualmente in vacanza, rientrerà il 18 gennaio), complice anche la crisi che investe il settore immobiliare, sia stato «obbligato» dai soci «a mollare la Lucchese» e a «stoppare» i finanziamenti alla squadra di calcio. Per questo ora l'azionista si troverebbe in difficoltà a mantenere gli impegni presi a giugno adducendo, a parziale scusante, i ritardi dell' iter della variante urbanistica necessaria a iniziare i lavori dello stadio e il palese disinteresse degli imprenditori lucchesi a investire nel progetto del nuovo Porta Elisa dotato di negozi, albergo, multisala e appartamenti. Valentini, però, nega e dal luogo di vacanza fa sapere al Comune di essere in grado di mantenere gli impegni presi per la trasformazione dello stadio, nei tempi annunciati.
SOCIETA' AL BIVIO. Lunedì deve essere saldata la mensilità di novembre e quella di dicembre. Giuliani l'aveva promesso e farà fronte agli impegni - al massimo ci sarà qualche giorno di ritardo - anche con il denaro fresco (130mila euro) racimolato dalla cessione alla Juventus del quindicenne portiere degli Allievi, Leonardo Citti. Ma che cosa accadrà se la situazione dovesse rimanere in stand-by o se Valore decidesse di uscire dalla Lucchese? Urge la convocazione straordinaria dell'assemblea dei soci per la nomina di un nuovo presidente e per le eventuali variazioni delle quote. Adesso la gestione economico-sportiva (contratti dei calciatori, organizzazione trasferte, ritiri e allenamenti) sarà controllata dal diesse Paolo Giovannini che ha la delega all'interno di un consiglio di amministrazione ridotto rispetto alla composizione originaria. Logicamente dietro le quinte, per dare una mano alla Cipriano Costruzioni, resterebbe anche Ugo Giurlani, già amministratore delegato.
OBIETTIVI La priorità è conquistare la salvezza (direttamente o attraverso i playout) e sfoltire l'organico riducendo al massimo i costi per non perdere punti attraverso le penalizzazioni inflitte dalla Commissione Disciplinare in seguito alle verifiche della Co.Vi.Soc sulle società morose da tre mesi nei confronti dei dipendenti, degli enti previdenziali e dello Stato. Per intenderci via 6-7 giocatori da oggi al 31 gennaio (giorno di chiusura del mercato di riparazione) e arrivo di 3-4 elementi al minimo contrattuale (17mila euro annui) che abbiano «fame» e «voglia» di emergere o di riscattarsi. Un programma di minima a cui i tifosi dovranno aderire per salvare la Lucchese. A giugno, poi, o arriva una svolta con l'adesione di nuovi soci che immettono denaro fresco nel progetto sportivo legato alla realizzzione del nuovo stadio o Giuliani riconsegna le chiavi dello stadio al sindaco e sulla modernizzazione del Porta Elisa cala definitivamente il sipario.
VENDITA DEL PROGETTO Per salvare capra e cavoli il rappresentante di Valore potrebbe cercare di vendere il progetto - una volta portato a termine l'iter per l'approvazione del nuovo Porta Elisa - a una società (italiana o straniera) interessata al fenomeno calcio e a tutte le componenti che vi ruotano attorno. Società in grado di realizzare e gestire la struttura ottenendone ricavi tali da far «galleggiare» la squadra tra Prima Divisione e serie B. Operazione difficile, ma non impossibile che vedrebbe Valore rimanere nella Lucchese con quote minoritarie.
La nuova società in due campionati ha riportato la squadra della città dalla serie D alla Prima Divisione, conquistando anche una Supercoppa di Lega Pro 2: risultati capaci di risvegliare l'entusiasmo in una tifoseria amareggiata che a metà settembre aveva fatto registrare 4500 presenze allo stadio. Oggi il clima, però, è diverso. Il patron-impresario, titolare della Cipriano Costruzioni, decide di uscire allo scoperto perchè da quasi due mesi l'architetto Giovanni Valentini, azionista di maggioranza (con l'80% della società) per conti del gruppo immobiliare Valore (un pool di imprenditori pratesi e non) non versa la sua quota. Giuliani da solo non può garantire la gestione della Lucchese: circa 150mila euro mensili tra emolumenti a calciatori, tecnici, staff sanitario, dipendenti, spese vive, gestione delle trasferte, versamenti all'Erario e agli enti previdenziali e assistenziali. Dimissioni in cambio di chiarezza, dunque. Anche perchè il presidente Giuliani può mantenere fede agli impegni presi per il suo 20% di quote, mentre devono essere altri (Valentini) a prendere in mano le redini dell'«azienda Lucchese» e spiegare la situazione alla tifoseria, già sul piede di guerra per la deludente stagione in corso.
LA MOTIVAZIONE Giuliani si dimette per la situazione di crescente difficoltà percepita a metà novembre ed esplosa a fine del 2010. Quando i contatti tra i due soci si sono fatti sempre più sporadici e i progetti per il futuro sempre più fumosi: dalla ristrutturazione del Porta Elisa, al rilancio del settore giovanile, alla campagna rafforzamento della squadra, relegata in fondo alla classifica. La sensazione di parte della società è che Valentini (attualmente in vacanza, rientrerà il 18 gennaio), complice anche la crisi che investe il settore immobiliare, sia stato «obbligato» dai soci «a mollare la Lucchese» e a «stoppare» i finanziamenti alla squadra di calcio. Per questo ora l'azionista si troverebbe in difficoltà a mantenere gli impegni presi a giugno adducendo, a parziale scusante, i ritardi dell' iter della variante urbanistica necessaria a iniziare i lavori dello stadio e il palese disinteresse degli imprenditori lucchesi a investire nel progetto del nuovo Porta Elisa dotato di negozi, albergo, multisala e appartamenti. Valentini, però, nega e dal luogo di vacanza fa sapere al Comune di essere in grado di mantenere gli impegni presi per la trasformazione dello stadio, nei tempi annunciati.
SOCIETA' AL BIVIO. Lunedì deve essere saldata la mensilità di novembre e quella di dicembre. Giuliani l'aveva promesso e farà fronte agli impegni - al massimo ci sarà qualche giorno di ritardo - anche con il denaro fresco (130mila euro) racimolato dalla cessione alla Juventus del quindicenne portiere degli Allievi, Leonardo Citti. Ma che cosa accadrà se la situazione dovesse rimanere in stand-by o se Valore decidesse di uscire dalla Lucchese? Urge la convocazione straordinaria dell'assemblea dei soci per la nomina di un nuovo presidente e per le eventuali variazioni delle quote. Adesso la gestione economico-sportiva (contratti dei calciatori, organizzazione trasferte, ritiri e allenamenti) sarà controllata dal diesse Paolo Giovannini che ha la delega all'interno di un consiglio di amministrazione ridotto rispetto alla composizione originaria. Logicamente dietro le quinte, per dare una mano alla Cipriano Costruzioni, resterebbe anche Ugo Giurlani, già amministratore delegato.
OBIETTIVI La priorità è conquistare la salvezza (direttamente o attraverso i playout) e sfoltire l'organico riducendo al massimo i costi per non perdere punti attraverso le penalizzazioni inflitte dalla Commissione Disciplinare in seguito alle verifiche della Co.Vi.Soc sulle società morose da tre mesi nei confronti dei dipendenti, degli enti previdenziali e dello Stato. Per intenderci via 6-7 giocatori da oggi al 31 gennaio (giorno di chiusura del mercato di riparazione) e arrivo di 3-4 elementi al minimo contrattuale (17mila euro annui) che abbiano «fame» e «voglia» di emergere o di riscattarsi. Un programma di minima a cui i tifosi dovranno aderire per salvare la Lucchese. A giugno, poi, o arriva una svolta con l'adesione di nuovi soci che immettono denaro fresco nel progetto sportivo legato alla realizzzione del nuovo stadio o Giuliani riconsegna le chiavi dello stadio al sindaco e sulla modernizzazione del Porta Elisa cala definitivamente il sipario.
VENDITA DEL PROGETTO Per salvare capra e cavoli il rappresentante di Valore potrebbe cercare di vendere il progetto - una volta portato a termine l'iter per l'approvazione del nuovo Porta Elisa - a una società (italiana o straniera) interessata al fenomeno calcio e a tutte le componenti che vi ruotano attorno. Società in grado di realizzare e gestire la struttura ottenendone ricavi tali da far «galleggiare» la squadra tra Prima Divisione e serie B. Operazione difficile, ma non impossibile che vedrebbe Valore rimanere nella Lucchese con quote minoritarie.
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