La manifestazione
I soci pubblici si mobilitano per salvare laeroporto
«Chiederemo aiuto alla Regione» Tassignano, appello dal Comune
Arianna Bottari
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Laeroporto di Tassignano (foto darchivio) 2 MINUTI DI LETTURA
TASSIGNANO. «Avanti per salvare l'aeroporto e i posti di lavoro. Pronti a chiamare in causa anche la Regione». Così l'assessore alle partecipate Maurizio Vellutini al termine della riunione dei soci pubblici di Alt (la società di gestione dell'aerostazione di Tassignano) ieri. Era presente anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli. Scomparso il socio privato (Sogeal, detenuta al 70% dalla laziale Bonansea), che non ha ricapitalizzato le proprie quote (l'80% di Alt), ora tocca ai soci pubblici salvare il salvabile e provare un rilancio. Letteralmente sparita Livia Bonansea, che aveva promesso un futuro prospero all'aeroporto di Tassignano, e con lei i soldi della ricapitalizzazione delle quote private (circa 800mila euro). Indefinito il destino della struttura e dalla società che la gestisce, la Alt. Al momento solo i soci pubblici (Provincia, Comune di Capannori e Camera di Commercio) sono al lavoro per cercare di capire come si può intervenire non solo per ridare ossigeno ad Alt, ma soprattutto ai suoi dieci dipendenti, senza uno stipendio fisso da mesi. «In questo primo incontro abbiamo preso atto della situazione (Sogeal aveva tempo fino al 2 per battere un colpo, ma niente è accaduto, ndr) e abbiamo stigmatizzato il comportamento del socio privato, sparito nel nulla in un momento di grande difficoltà - dice Vellutini -. Per quanto riguarda noi soci pubblici, stiamo valutando tutte le ipotesi per salvare la società e per dare rassicurazioni ai dipendenti (rimasti in 10, ndr). Vogliamo chiamare in causa anche la Regione». Nei prossimi giorni si riunirà il consiglio di amministrazione di Alt, che chiederà ai soci rimasti in gioco, quelli pubblici che fino a questo momento detengono il 20% della società, che cosa hanno intenzione di fare, se utilizzare l'opzione che permette loro di esercitare il diritto di prelazione sulle quote non ricapitalizzate (quelle private) o no. «L'obiettivo è trovare la soluzione migliore per tutti, ma soprattutto garantire un futuro all'aeroporto e per far questo la struttura deve essere potenziata», commenta Vellutini. Cosa non facile perché servono soldi e un piano di sviluppo attuabile, che vada d'accordo con le caratteristiche della zona e con i vincoli di carattere militare (l'aerostazione è utilizzata dalla Folgore per gli addestramenti e la maggior parte della superficie su cui sorge è demanio militare) che al momento hanno impedito di attuare progetti di ampliamento della pista e, dunque, di potenziamento delle attività. Intanto si cerca di capire se ci sono dei privati pronti a entrare in scena (si parla insistentemente di una cordata di imprenditori locali).
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