Il Tirreno

Lucca

«La zona di Salanetti non è idonea all'impianto»

Arianna Bottari
Un’assemblea del comitato
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Un’assemblea del comitato

Il comitato di Zone contrario al compostaggio in un'area sovraccarica di attività a rischio

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 ZONE. «No all'impianto di compostaggio a Salanetti». Lo ribadisce il comitato di Zone, che torna a dire la sua forse preoccupato dal tira e molla sulla localizzazione della struttura in atto da settimane e dal fatto che, al momento, le carte indicano proprio quel sito e per modificarlo devono essere fatti i relativi passaggi amministrativi e istituzionali, a partire dalla modifica del piano strutturale. Alternativa possibile, per il comitato, è il progetto di recupero della ex A. Forte, a Casa del Lupo, condiviso con l'"assemblea degli autoconvocati". Il comitato di Zone è stato il primo ad opporsi all'impianto di compostaggio ed a quella che era stata indicata come sua localizzazione dall'amministrazione Martinelli e dalla Provincia: l'area industriale di Salanetti, dove si trovano già la piattaforma e l'isola ecologica Ascit (e ora l'impianto per il trattamento del multi materiale realizzato alla Valfreddana Recuperi).  «La zona è molto vicina alle abitazioni, se ne trovano a circa 200 metri. - si legge nella nota - Il rischio idraulico è molto elevato, secondo la legge vi si può demolire, ma non costruire (ad un'azienda privata è però stato concesso l'ampliamento, previa la relativa messa in sicurezza, ndr). In passato la zona è stata alluvionata più volte. Una zona abbastanza lontana dal casello autostradale e dallo scalo merci ferroviario, quindi per raggiungerla si aumenta il traffico, per altro manca un'adeguata viabilità (situazione non molto diversa dalla localizzazione "alla Lista", ndr). La falda che alimenta l'acquedotto di Paganico non è poi così in profondità e quindi può essere inquinata facilmente».  Infine la questione relativa alla già esistente area industriale: «Il sito i trova nelle vicinanze di una azienda che produce carta, prodotto abbastanza stridenti con la lavorazione del concime, anche se di qualità. La zona è già sovraccarica di attività potenzialmente a rischio (piattaforma di conferimento rifiuti industriali, piattaforma di conferimento di ingombranti, Valfreddana Recuperi, Ageco.). Da non dimenticare che sotto la superficie conserva ancora un sarcofago in cemento armato contenente bidoni di materiale tossico».  La soluzione? Il recupero dell'area industriale dismessa ex A. Forte, a Casa del Lupo. «Abbiamo partecipato al tavolo che ha presentato quell'alternativa - dice Giancarlo Mungai, rappresentante del comitato -, che non è mai stata presa in considerazione dall'amministrazione. Eppure si recupererebbe un'area dismessa e non ci sarebbe bisogno di nuove strade».

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