Il Tirreno

Lucca

Federcaccia contraria all’allargamento del territorio nella zona delle Alpi Apuane

No all'estensione del Parco

Il Parco delle Alpi Apuane Federcaccia non vuole ulteriori limiti all’attività venatoria
◗
Il Parco delle Alpi Apuane Federcaccia non vuole ulteriori limiti all’attività venatoria

«Trasparenza sulle decisioni legate all'attività venatoria»

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Federcaccia è contraria all'ampliamento dei confini del Parco Apuane e chiede che per ogni eventuale estensione del territorio da sottoporre a tutela sia caso mai utilizzato lo strumento delle aree contigue, che consente l'applicazione di tutti i vincoli e le salvaguardie utili lasciando impregiudicato l'esercizio della caccia. Che potrà essere esercitata secondo le modalità previste dalle leggi regionali.  Federcaccia presentò nel febbraio 2008, nei modi e nei termini prescritti, le proprie osservazioni al piano per il parco adottato con deliberazione 46 del 29 novembre 2007 del consiglio direttivo, chiedendo che il piano non modificasse «la situazione attuale del territorio cacciabile, garantendo il mantenimento dell'attività venatoria in tutte le aree nelle quali la caccia è stata esercitata fino alla stagione 2007-2008».  Si precisava fra l'altro nelle osservazioni che "la perimetrazione del parco, a tal fine, deve essere ricondotta ai confini risultanti dalla Legge Regionale 18 novembre 1998 81 che al primo periodo del comma 1 dell'art. 1 recita "Il territorio del parco e dell'area contigua risultante dalla cartografia allegata alla Lr n. 65/1997 è modificato con l'esclusione dal parco delle aree individuate nella cartografia allegata alla presente legge e la loro classificazione in area contigua».  Questa posizione di Federcaccia, peraltro sostenuta anche dalle altre organizzazioni venatorie e dagli Ambiti Territoriali di Caccia della Provincia, è chiara e ferma, non è equivocabile, è ufficiale e formalizzata negli organismi dell'Associazione ai vari livelli - regionale, provinciale, comunale - ai quali, per statuto e mandato dei soci, sono demandate le decisioni. «Sarebbe pertanto stupefacente e sconcertante - aggiunge Federcaccia - se davvero fosse stata affermata, da parte di esponenti delle amministrazioni comunali, l'esistenza del "consenso delle organizzazioni dei cacciatori", pur a livello locale, dal momento che non risulta vi siano stati incontri delle amministrazioni con rappresentanti delle organizzazioni stesse, certamente non di Federcaccia, investiti del ruolo e dell'autorità di esprimere la posizione dell'associazione. Facciamo questa considerazione in tutta franchezza, con il massimo rispetto delle istituzioni e delle loro attribuzioni ma gelosi delle nostre e convinti che una partita come quella del piano del parco delle Apuane, importantissima per tutto il territorio provinciale e addirittura per l'intera regione, deve essere giocata in totale trasparenza confrontandosi con gli interlocutori ai livelli competenti: per quanto riguarda la Federcaccia, i livelli competenti sono gli organi dirigenti eletti dell'associazione.  «Come sempre, dunque anche in questa circostanza, Federcaccia era ed è pienamente disponibile ad incontri e confronti, che sovente sono anzi stati da noi sollecitati ed ai quali, quando invitati, non abbiamo mai mancato di partecipare e di portare il nostro contributo, con le nostre idee e convinzioni ma sempre attenti alle opinioni degli altri ed aperti al dialogo più costruttivo». R.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa