Il Tirreno

Lucca

Il dibattito deve tornare nelle sedi istituzionali

Ni.Nu.
L’area dei Poderacci
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L’area dei Poderacci

Pdl e Capannori Insieme d'accordo, il Psi critica il presidente Baccelli

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 CAPANNORI. Riportare il dibattito sul compostaggio nelle sedi istituzionali, a partire dal consiglio comunale di Capannori. Lo chiedono due partiiti dell'opposizione alla luce del botta e risposta tra Comune e Provincia sulla procedura di individuazione del sito.  Vanda Cervelli, capogruppo del Pdl, invita il sindaco Del Ghingaro a ridare voce al consiglio comunale.  «Il compostaggio deve tornare nella sua sede istituzionale e non restare nelle stanze segrete della giunta che ha scelto il sito della "Lista" contro la volontà popolare e senza il tanto auspicato percorso condiviso e partecipato. Del Ghingaro ci ha abituato ai suoi proclami che stravolgono la realtà. Il progetto è stato ammesso ad una graduatoria come tutti gli altri, ma i finanziamenti per essere erogati necessitano dell'ubicazione sulla quale c'è una forte diatriba. Mi fa sorridere che due enti, dello stesso colore politico, si rimpallino competenze e responsabilità. La Provincia, comprensibilmente cauta, lo ha detto chiaro e tondo: prima Capannori sciolga il nodo sul compostaggio e poi la Provincia autorizzerà il sito approvato dal consiglio comunale».  Sulla stessa lunghezza d'onda Rosi e Menconi di Capannori Insieme: «Sulla scelta del sito per l'impianto di compostaggio abbiamo sempre detto che il consiglio comunale è sovrano. Lo scorso 30 settembre, con la seduta monotematica, si è persa una grande occasione. Ora è necessario un nuovo consiglio comunale. Così da chiudere definitivamente questa lunga e stucchevole vicenda».  Sull'argomento interviene anche Giovanni Massoni, segretario Psi della Piana. «Il presidente della Provincia, Baccelli - spiega - non ha detto niente di nuovo e certo. L'Ato Costa ha inserito l'impianto di compostaggio di Capannori in graduatoria, ma con 800 mila euro non si fa neanche il progetto, mancano gli atti amministrativi e soprattutto l'accordo politico nelle sedi istituzionali. Sarà difficile risolvere le questioni nell'arco ristretto di otto mesi. Baccelli è stretto fra la necessità di non mettersi contro Del Ghingaro e non perdere consensi fra l'elettorato di Capannori in vista delle elezioni provinciali. Così il presidente della Provincia ha rimandato la patete bollente al mittente dicendo che deve essere il consiglio comunale ad approvare il sito e poi adottare la variante urbanistica».

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