Il Tirreno

Lucca

Sulla scelta dell’area dei Poderacci

Compostaggio, scontro Capannori-Provincia

Una protesta contro i Poderacci
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Una protesta contro i Poderacci

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LUCCA. «Quale sia l'iter procedurale da seguire per l'inserimento della localizzazione dell'impianto di compostaggio nel piano provinciale dei rifiuti e nel piano strutturale del Comune è stato chiarito dal dirigente della Regione Mauro Grassi, già nello scorso aprile. Anzitutto deve esserci la variazione del piano interprovinciale, anche attraverso un'approvazione stralcio, e poi l'amministrazione comunale potrà modificare i suoi strumenti urbanistici. Porre, oggi, la questione procedurale significa non accogliere le chiare indicazioni prodotte a suo tempo dalla Regione, soggetto interessato dalla realizzazione dell'impianto».  Con queste parole il vicesidnaco del comune di Capannori Luca Menesini e l'assessore all'ambiente Alessio Ciacci precisano la questione relativa alle procedure per costruire l'impianto, di nuovo sollevata dal presidente Stefano Baccelli. Sembra ripartire lo scontro tra Comune e Provincia sulla localizzazione. Il presidente Stefano Baccelli aveva invitato il Comune ad approvare la variante per trasformare la zona agricola dei Poderacci, individuata per il compostaggio dalla giunta Del Ghingaro, ad area per servizi. Ora il Comune replica dicendo è invece la Provincia a dover modificare il piano dei rifiuti prima che il Comune provveda alla variante. Secondo Menesini e Ciacci, il consiglio comunale capannorese dovrà approvare la variazione del suo piano strutturale, inserendovi la localizzazione dell'impianto, soltanto «dopo che l'ente sovraordinato, ovvero la Provincia, avrà collocato il compostaggio in un sito preciso individuato all'interno del piano interprovinciale dei rifiuti, al cui interno è compreso quello provinciale. Quando si parla di impianti di compostaggio i soggetti interessati dalla procedura sono Regione, Ato, Provincia e Comune, che potrebbero semplificare l'iter autorizzativo attraverso l'accordo di pianificazione. A noi aspettava l'opportunità di localizzare l'impianto sul nostro territorio, e lo abbiamo fatto già da un anno. Adesso tocca anche agli altri enti proseguire l'iter compiendo i necessari perché Capannori possa poi provvedere a cambiare il regolamento urbanistico. È l'ultimo passaggio, non il primo».

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