Attenzione
Sistema Ambiente e Valfreddana Recuperi sono disposte a metterci i soldi
Due aziende pronte a collaborare per l'impianto di compostaggio
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La sede della Valfreddana Recuperi (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
CAPANNORI. Disposti a collaborare per realizzare l'impianto di compostaggio. Parola di Ilario Buchignani e Sauro Dorini, rispettivamente presidente di Sistema Ambiente e Valfreddana Recuperi. La disponibilità ad aiutare Ascit nella costruzione della struttura è stata ufficializzata. È avvenuto con una lettera inviata all'assessore regionale all'ambiente, all'Ato Costa e ai sindaci dei Comuni soci di Ascit e Sistema Ambiente. Non si entra nel merito della localizzazione, ma si sottolinea che si è disposti a impegnarsi economicamente e questo apre nuovi scenari in una vicenda assai intricata. «La Società Sistema Ambiente Spa, da anni impegnata nel potenziamento della raccolta differenziata, tramite la controllata Valfreddana Recuperi Srl è in grado di trattare gran parte del materiale proveniente da queste raccolte effettuate nella Piana di Lucca e Provincia (carta, ingombranti, legno, eternit, gomme). «Inoltre, sempre tramite la controllata Valfreddana Recuperi, con le previste autorizzazioni rilasciate dalla Provincia e con proprie risorse finanziarie, ha costruito e messo a regime nei primi mesi del 2010 un impianto per il trattamento del multimateriale in grado di trattare circa 16mila tonnellate annue provenienti dalla raccolta differenziata sia dei Comuni della Piana che degli altri Comuni della Provincia, con un evidente beneficio economico per gli stessi. «In questo contesto rimane aperta la criticità della mancanza di un impianto per il trattamento della frazione umida che rappresenta oltre il 30 per cento della massa totale dei rifiuti. «Consapevoli che tale mancanza vanifica gli sforzi per potenziare la raccolta differenziata, auspicando che i finanziamenti regionali 2009, tramite Ato Costa, sul progetto presentato da Ascit possano andare a buon fine nel rispetto della legalità e delle necessarie autorizzazioni provinciali, Sistema Ambiente dichiara la propria disponibilità a collaborare per la realizzazione di un impianto a tecnologia avanzata per il recupero energetico dell'umido. Tutto questo senza entrare nel merito della sua localizzazione all'interno del territorio di Capannori». Non importa dove, dunque (a sancirlo deve essere la Provincia), basta che l'impianto si faccia, dicono Buchignani e Doroni, a vantaggio dei cittadini. «Questa disponibilità alla realizzazione dell'impianto in collaborazione con Ascit va intesa sia in termini finanziari che giuridici. Infatti come emerge dalla fotografia effettuata dalla disamina eseguita da Ato Costa, sulle oltre venti aziende dei 111 Comuni dell'area, Sistema Ambiente risulta una delle poche in regime di salvaguardia» aspetto fondamentale per reperire i soldi per l'impianto, non certo realizzabile solo con l'eventuale finanziamento Ato. Arianna Bottari L'ex assessore Baronti Ora bisogna fare in fretta «Finanziamento non certo, iter lungo per sancire il sito indicato dalla giunta, ma soprattutto maggioranza di centrosinistra a forte rischio implosione». Così l'ex assessore all'ambiente e membro dell'assemblea degli autoconvocati, Eugenio Baronti, esordisce sull'inserimento nella graduatoria Ato per l'accesso ai finanziamenti del progetto per l'impianto di compostaggio di Ascit. «I proclami trionfalistici non servono a niente e nessuno - dice -. Intervengo senza volontà polemica, ma per cercare di fare chiarezza. Prima di tutto, il progetto Ascit è stato semplicemente accettato e inserito in graduatoria come tutti gli altri. L'Ato ha concesso otto mesi affinché la Provincia modifichi il suo Piano, valuti e autorizzi il sito "alla Lista" e il Comune modifichi piano strutturale e regolamento urbanistico. L'unica via è lo strumento dell'accordo di pianificazione, che richiede una totale condivisione tra tutti i soggetti istituzionali interessati. Che ad oggi non c'è. Secondo, è indispensabile in tempi brevissimi un passaggio nei consigli comunale e provinciale e dubito che nel primo caso ci sia una maggioranza politica sull'argomento. Infine, non basta certo una promessa di un finanziamento, pesantemente condizionato e a rischio, per spingerci fuori da questa incresciosa situazione di stallo che si trascina da anni. Nel 1999 non sono stati sufficienti 13 miliardi di lire (disponibili) per realizzare un impianto con sito individuato e autorizzato e progetto esecutivo pronto. Nel 2005 non sono bastati tre milioni di euro, figuriamoci se possiamo considerare un elemento determinate l'essere inseriti in una graduatoria per un finanziamento di 800mila euro. Servono confronto e condivisione per arrivare finalmente a fare qualcosa». A.B.
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