La manifestazione
Capannori ci indichi il sito
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Il presidente della Provincia Stefano Baccelli con il sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro Baccelli: «La Provincia attende indicazioni»
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CAPANNORI. «L'impianto di compostaggio si farà. La Provincia ha fatto le ulteriori verifiche e, dopo il via libera dell'Ato Costa, si può finalmente procedere. Ma solo il consiglio comunale di Capannori potrà dire dove realizzare l'impianto. Ed è su questa scelta che la Provincia esprimerà il proprio parere». All'indomani dell'annuncio del sindaco di Capannori dell'inserimento del progetto dell'impianto nella graduatoria per il finanziamento Ato Costa, il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, intende chiarire definitivamente il percorso da seguire perché la vicenda possa concludersi in modo chiaro e trasparente, con i passaggi istituzionali corretti e l'adozione di atti che siano improntati alla massima condivisione possibile. «E allora - spiega Baccelli - il contributo che la Provincia ha dato anche in queste ultime settimane con l'ulteriore approfondimento delle proposte sull'ubicazione dell'impianto è questo: il sito ideale praticamente non esiste. A parte la soluzione Salanetti, che al momento è l'unica prevista dal piano provinciale dei rifiuti, così come proposto a suo tempo da Capannori, tutte le altre, compresa La Lista-Poderacci, presentano criticità. Se è questa la soluzione ultima del Comune, l'amministrazione provinciale resta disponibile ad attivare una procedura di accordo di pianificazione, a condizione che la proposta dell'intesa, in forma definitiva, venga preliminarmente approvata dal consiglio comunale di Capannori. Un percorso che garantisce celerità dell'iter e piena efficacia delle scelte adottate, senza il rischio di intoppi futuri, come è accaduto, ad esempio, per la vicenda dell'ospedale di Lucca. Comunque sia - prosegue Baccelli - perché la soluzione prospettata dal sindaco Del Ghingaro possa essere approvata, occorre, in via preliminare, che il consiglio comunale adotti una variante urbanistica che trasformi l'area da agricola a "servizi" e renda l'ubicazione "alla Lista-Poderacci" coerente con gli strumenti urbanistici del Comune attualmente in vigore, da un lato, e, dall'altro, con il Piano provinciale dei rifiuti. Questa - aggiunge Baccelli - è la strada maestra che può condurci felicemente alla meta: scelte così importanti, che incidono fortemente sulla sensibilità della popolazione e sul futuro di un territorio necessitano di decisioni forti, che solo un consiglio comunale, nel pieno della sua sovranità, può esprimere. Un percorso al quale, peraltro, la Provincia è vincolata da un imperativo categorico, e cioè da una mozione approvata il 23 dicembre scorso all'unanimità dal consiglio provinciale, che impegna l'amministrazione ad 'assicurare una chiara e trasparente azione politico-amministrativa e ad attivare strumenti atti a garantire la massima partecipazione e trasparenza». Secondo Baccelli, la Provincia è pronta a fare la sua parte sino in fondo, senza pregiudizi né preconcetti verso una o l'altra soluzione. «Il che mi pare anche in linea anche con le dichiarazioni rese alla stampa dal sindaco Del Ghingaro: quella della Lista-Poderacci è solo una un'indicazione di massima, ma significativa della nostra volontà, anche se può andar bene qualsiasi area comunale in grado di ospitare un complesso che occupa quasi tre ettari».
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