Trasporti
In marcia per la pace e la solidarietà
Rossella Lucchesi
◗
Larcivescovo Italo Castellani Domani alle 16, la partenza dalla chiesa di Sant'Andrea. Alla fine la messa
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La figura di Giovanni Paolo II ritratto ad Assisi nel 1986 alla Prima Giornata Mondiale di preghiera per la pace insieme ai leader delle grandi religioni. Un'istantanea significativa a margine della locandina per presentare la Marcia della Pace che la Diocesi di Lucca organizza per domani con le associazioni e i movimenti laici per sensibilizzare alla pace e alla solidarietà, nel rispetto della dignità umana. Per Lucca si tratta della quinta edizione, consolidata da un crescente successo. Una tradizione che si rinnova per affrontare il difficile tema della libertà religiosa in un momento di grande criticità della comunità cristiana, la più perseguitata e talvolta vittima di violenza e intolleranza. Non a caso si parte dalla chiesa di Sant'Andrea nel centro storico, sede della comunità di Sant'Egidio che ha fatto della pace la sua bandiera. L'appuntamento è per le 16. Dopo aver sfilato in silenzio lungo le principali vie della città, il corteo giungerà nella Cattedrale di San Martino per assistere alla messa celebrata dall'arcivescovo Italo Castellani. Che consegnerà alle autorità cittadine il messaggio di pace di Papa Benedetto XVI di recente pubblicazione col quale si invitano le istituzioni ad operare per la pace nel mondo nell'intento di unire le varie fedi religiose. «Un messaggio di speranza per costruire un futuro di amore e pace tra i popoli, troppo spesso in lotta per motivi religiosi - dice il vicario episcopale per la cultura e il dialogo monsignor Alberto Brugioni, che ribadisce la volontà della Chiesa cattolica nella ricerca di un dialogo tra culture e religioni -. In una società sempre più multietnica e multiconfessionale in cui le grandi religioni possono costituire un fattore di unità e pace determinante per l'umanità e non essere elemento di divisione e conflitti». E la marcia della Pace, conclude, «vuole essere un primo passo verso l'abbattimento di ogni forma di limitazione alla libertà religiosa, un percorso di riflessione necessario che affonda le proprie radici nella vocazione alla verità dell'uomo, sulla base delle proprie convinzioni religiose e della ricerca del bene comune, facendo tesoro di ciò che risulta positivo per la convivenza civile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
