Il Tirreno

Lucca

Il Casinò riaprirà nel 2011 ma vanno risolti i problemi che limitano le attività

Luca Meconi
Il sindaco Guglielmo Donati
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Il sindaco Guglielmo Donati

L'amministratore della società di gestione Gatti spiega cosa fare per far decollare la casa da gioco

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 BAGNI DI LUCCA. Aperta un anno e mezzo fa come il primo casinò elettronico d'Italia, la casa da gioco doveva essere il traino per il rilancio turistico del Comune. Il sindaco Donati e la sua amministrazione ci avevano scommesso al momento in cui avevano affidato la gestione alla società Bakoo. Ma i rapporti tra la stessa Bakoo e il comune termale sono subito diventati problematici, al punto che la società ha ridotto il canone mensile da versare all'amministrazione da 10 a 4mila euro e poi ha mosso una serie di contestazioni legate all'impossibilità di utilizzare interamente la struttura di Ponte a Serraglio. Ora il casinò è chiuso e Bagni di Lucca rischia di perdere la sua scommessa.  Il Casinò riaprirà nel 2011 ma rischia di non avere ancora le videolottery. Lo rivela Francesco Gatti, amministratore della ditta Bakoo che gestisce anche il Kursaal, che assicura la ripresa dell'attività nella storica struttura di Ponte a Serraglio.  Molti a Bagni di Lucca si interrogano sui motivi che hanno portato alla chiusura del Casinò, qual è la reale situazione?  «Innanzitutto occorre specificare che l'immobile, che è senz'altro una struttura di grandissimo pregio, ha manifestato fin dall'inizio problematiche molto limitanti per l'esercizio di un'attività di gioco. Al di là della semplice constatazione dell'inagibilità del piano primo, che di fatto impedisce l'offerta di alimenti e l'allestimento di una sala ristorante interna, anche le altre sale e la struttura tecnologica complessiva non sono in grado di sopportare un carico di lavoro adeguato. All'ennesimo problema tecnico sulla roulette nella sala del Pavone abbiamo deciso di sospendere le attività in quanto era impossibile mantenere accese le macchine senza che queste subissero continui malfunzionamenti. Basti pensare, inoltre, che la sala del Pavone, peraltro una delle più prestigiose, non ha riscaldamento e risulta di fatto inutilizzabile per molti mesi l'anno. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto e ottenuto dall'amministrazione una riduzione del canone di affitto dell'immobile, adeguata alle reali condizioni della struttura che si sono rivelate molto diverse rispetto a quelle illustrate nel bando».  Ma perché non ci sono le videolottery?  «I motivi sono molteplici: innanzitutto le Vlt sono in mano a concessionari di rete che decidono, in funzione delle potenzialità delle sale, la fornitura o meno di questi apparecchi. E' chiaro che la struttura di Bagni di Lucca non può competere per incasso con sale più d'appeal dal punto di vista geografico o turistico. Noi siamo stati gli unici a credere e a investire nel Casinò di Bagni di Lucca perché interessati al progetto complessivo dell'Anit. Infatti, anche per la fornitura delle Vlt, ci siamo attenuti alle indicazioni di Anit, chiedendo le macchine al gestore di rete Gamenet. Ma ci risulta che Gamenet abbia molti dubbi sulle capacità della location e sul posizionamento delle Vlt stesse a Bagni di Lucca».  Quindi niente Vlt a Bagni di Lucca?  «Ritengo che qualora Gamenet non ci fornisca le Vlt potremo rivolgerci ad altro gestore, ma attendo in merito una comunicazione da Anit che ci autorizzi a procedere attraverso i nostri partner di fiducia. Io penso che Bagni di Lucca avrà le sue Vlt nei prossimi mesi. Un altro concessionario, con il quale ho il privilegio di intrattenere rapporti di tipo personale, ha accettato di concordare un'eventuale fornitura. Da parte nostra, dunque, c'è tutto l'impegno necessario».  Al momento dell'apertura vi era una grande aspettativa nei confronti del Casinò quale forma di rilancio per il turismo. Ad oggi si presenta invece un flop commerciale, cosa ci può dire in merito?  «Condivido la delusione con la comunità di Bagni di Lucca. Ma occorre capire bene di cosa stiamo parlando: noi abbiamo aperto una struttura commerciale, non ci siamo mai posti quali salvatori della patria o paladini della rinascita turistica della comunità. Quello è un compito che non spetta a noi e che non potremo svolgere nemmeno in futuro. Il rilancio di una comunità passa per l'avvio di numerose attività e servizi capaci di attrarre turismo e di offrire intrattenimento, cultura, ospitalità. Penso che Bagni di Lucca abbia bisogno di altro. Non sono certo qui a insegnare nulla a nessuno, ma ritengo che non si sia fatto sistema. Ogni iniziativa qui resta isolata e, cosa abbastanza inusuale, criticata anziché aiutata a migliorarsi. Cosi non si cresce. Che non si pensi poi che l'arrivo delle Vlt porti migliaia di turisti e riempia gli hotel di Bagni di Lucca perché questo, purtroppo, non succederà. Il Kursaal è un mezzo per aumentare l'attrattiva di una comunità, così come le Terme, peraltro bellissime. Ma non è ipotizzabile, al giorno d'oggi, attrarre turismo di pregio con queste sole strutture. Dico questo perché ritengo giusto chiarire una volta per tutte questa situazione. Possiamo fare una migliore promozione alla struttura certo, ma non possiamo fare i miracoli».  Quindi per voi questo non è un business?  «Se fosse un business avremmo chiuso? Gli incassi non solo non danno utile ma non coprono nemmeno le spese. Le letture delle macchine da parte dei Monopoli di Stato sono a disposizione di chiunque voglia ottenerle. L'incasso medio delle macchine è inferiore di oltre l'80% alla media nazionale. Con questi numeri non si fa business. Abbiamo provato a dare anche in gestione il bar senza che nessun imprenditore della zona abbia mai accettato. Anzi, colgo l'occasione per fare un appello che fugherà molte voci sbagliate: la gestione del bar noi la daremo gratuitamente qualora si presenti qualcuno che accetti di prenderlo in carico».  C'è stata nei giorni scorsi una delibera di giunta riguardo al nuovo accordo per la gestione, cosa intendete fare in merito?  «Chiaramente intendiamo accettare le nuove condizioni, rispetto alle quali abbiamo proposto solo modestissime modifiche formali. Di fatto accettiamo le condizioni poste poiché riteniamo importante mantenere in vita la struttura in questo particolare momento e abbiamo, in tal senso, dato già mandato ai nostri legali. Chiaramente si andrà verso una nuova gara alla quale Bakoo assicurerà la sua partecipazione. Ora però è importante dare un segnale di continuità. Noi siamo disposti, alle nuove condizioni, a riaprire».  C'è stata molta delusione per la mancata apertura in queste feste, cosa risponde?  «La comunicazione da parte del Comune è arrivata il giorno 7 dicembre, è oggettivamente impossibile aprire un casinò, ripristinare le macchine, rimettere in funzione una struttura così complessa in dieci giorni. Era ben chiaro a tutti che non sarebbe stato possibile aprire con tempi così ristretti».  Colpa dell'amministrazione quindi?  «Ma no. Qui non si tratta di definire una situazione secondaria: si tratta di una struttura centrale ed importante per Bagni di Lucca. Ci sono dei tempi tecnici anche nelle transazioni legali, che non dipendono né dall'amministrazione né da Bakoo. Non è colpa di nessuno. Apriremo nell'anno nuovo accelerando i tempi il più possibile. Prima con le macchine normali e in seguito, compatibilmente con i tempi tecnici e la tenuta tecnica della location, con le Vlt».  A Bagni di Lucca c'è chi giudica l'operato dell'amministrazione in maniera negativa, prendendo spunto p proprio dalla situazione Casinò. Cosa ne pensa?  «Non entro nel merito delle questioni politiche. Per nostro conto posso dire che l'amministrazione ha cercato di risolvere la questione compatibilmente con le proprie possibilità operative e normative. Bagni di Lucca è stato un Comune pioniere in Italia. Occorre darne atto a quest'amministrazione; nessuno prima aveva fatto un'operazione sul gioco di questo tipo, forse stiamo pagando tutti uno scotto dato dalla mancanza di precedenti. L'esperienza maturata aiuterà tutti, in futuro, a fare meglio. Noi compresi».

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di Redazione web