Sicurezza
«Basta saldi occulti» scoppia la protesta delle categorie
Barbara Antoni
◗
Uno dei tanti negozi del centro storico dove sono comparsi negli ultimi giorni punti interrogativi sulle vetrine 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Giganteschi punti interrogativi che campeggiano su vetrine di negozi di abbigliamento con i manichini vestiti di carta, cartellini dei prezzi vistosamente ingigantiti (con prezzi ridotti anche del 30% rispetto a ieri e l'altroieri), non meno definite offerte e promozioni. I saldi, in pratica, sono già partiti. In modo non esplicito, con messaggi occulti, divulgati senza usare la parola precisa (saldi, appunto) che farebbe subito scattare controlli e multe. Nelle vie del centro storico e non solo, anche nelle periferie cittadine, è facile incontrare - da subito dopo Natale - prezzi ridotti e occasioni. Peccato che i saldi comincino invece, in base a un accordo raggiunto quest'anno fra le regioni del centro Italia, il 6 gennaio, giorno - oltretutto - di apertura straordinaria dei negozi. Se i compratori potranno sentirsi allettati, tra i commercianti sta scoppiando la protesta. «Negli ultimi giorni i nostri uffici stanno ricevendo molte telefonate da commercianti nostri associati che protestano per i saldi occulti. Si domandano le regole valgono per tutti. C'è una regola, concordata, che dice di aspettare il 6 gennaio», commenta il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini. Il quale rivendica che «se ci sono comunicazioni fuori regola dalle vetrine, un minimo di controlli da parte delle autorità preposte sarebbe corretto nei confronti di chi invece alle regole non si attiene. Non nascondiamo di sentirci infastiditi da comportamenti di questo genere da parte di alcuni negozi. In base alla normativa vigente, gli eventi promozionali sono liberi tutto l'anno, eccetto il mese precedente i saldi per tutte le categorie merceologiche soggette a saldi. Dato che la maggior parte dei saldi occulti si registrano in negozi di abbigliamento e calzature, è chiaro che la normativa viene contravvenuta». Critico in merito ai messaggi subliminali delle vetrine ammiccanti il prezzo ridotto nei giorni precedenti la partenza ufficiale dei saldi è anche Federico Lanza, presidente del consorzio centro commerciale naturale del centro storico di Ascom. «La legislazione vigente non è sufficientemente incisiva, restrittiva - dice -. Non dovrebbero essere permessi escamotage per fare gli sconti prima del 6 gennaio. Credo che il problema sia a monte. Dobbiamo decidere se permettiamo queste cose oppure no; se no, allora dobbiamo trovare il sistema di eliminare comportamenti del genere». Lanza ne fa anche una questione «di correttezza verso il cliente. Ci sono clienti che apprezzano uno sconto anticipato, ma c'è anche quello che ci rimane male perché magari ha acquistato lo stesso articolo il giorno prima a prezzo pieno. Di solito un saldo occulto soddisfa il cliente occasionale ma scontenta quello abituale: io preferisco accontentare i clienti abitudinari, sono quelli che ci sono sempre».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
