Italia
I consiglieri del Pd contestano i paramenti utilizzati dallamministrazione
Reddito, indicatori da cambiare
◗
Genitori ed esperti a confronto sulla mensa «Va portata a 16mila euro la fascia per le riduzioni del prezzo»
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ulteriori modifiche sugli indicatori di reddito per agevolare le famiglie e inserirle nelle fasce meno alte per il costo del buono pasto. È questa la proposta del gruppo consiliare del Pd. «Chiediamo - dicono i consiglieri Teresa Leone, Paolo Moriconi e Matteo Garzella - un'ulteriore passo avanti che vada incontro alle famiglie con reddito medio-basso (quelle con due genitori che lavorano con de bassi stipendi) estendendo a 16.000 euro di reddito Isee la fascia che attualmente arriva fino a 14.500 euro, garantendo loro così una riduzione sostanziale della tariffa». Sin da luglio i consiglieri Pd avevano criticato l'impostazione della giunta comunale riguardo ai consistenti aumenti delle tariffe delle mense. «Ci sembrava irragionevole - sostengono - che un aumento del 30% fosse stato deliberato nel momento in cui era entrato in funzione il centro unico di cottura, che avrebbe dovuto diminuire i costi di gestione e conseguentemente ridurre i costi per le famiglie. Ci pareva inoltre che in questa congiuntura difficile dal punto di vista economico non si dovesse gravare ulteriormente sul reddito delle famiglie. Ricordiamo che è stato il nostro gruppo a proporre, e poi a fare introdurre, il principio che chi più ha più deve pagare, attraverso la definizione delle fasce di reddito delle famiglie». Già in estate in consiglieri avevano fatto presente che era necessario che la fascia che comprende famiglie con due genitori che lavorano, entrambi con stipendi medio-bassi, fosse agevolata con una riduzione della tariffa. Un'altra critica avanzato consiste nel fatto che «i genitori non sono stati coinvolti preventivamente ad esempio sulle modalità di pagamento: la giunta ha preso decisioni ad anno scolastico già iniziato creando notevoli disagi, anche a fronte di comunicazioni contraddittorie e non sempre facili da comprendere per le famiglie. Infatti solo 386 famiglie su un totale di 5.700 utenti hanno compilato la domanda per ottenere la riduzione della tariffa e questo è probabilmente dovuto a un difetto di comunicazione». In merito agli indicatori di benessere stabiliti dalla giunta per individuare la reale situazione economica delle famiglie, il Pd aveva subito contestato il fatto che i consumi di metano e energia elettrica non potevano essere assunti per determinare il livello di benessere delle famiglie e che quel criterio avrebbe finito per collocare la maggior parte degli utenti nella fascia di contribuzione più alta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
