La manifestazione
Mensa, la ditta manda i suoi ispettori
Nadia Davini
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I genitori nella riunione della commissione mensa Verificheranno le contestazioni fatte dai genitori nel confronto in commissione
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LUCCA. Confronto ieri in commissione mensa sulla qualità del cibo, ritenuto "scadente" nella maggior parte delle scuole interpellate. A confermarlo sono stati i genitori, i cui rappresentati di istituto hanno incontrato i dirigenti comunali del servizio mensa. Tra loro il dott. Angeli, dirigente del sociale e della cultura, la nutrizionista di riferimento, dott. Rossana Franchini, e la responsabile dell'autocontrollo del centro di cottura unico, Silvia Quilici. La qualità del cibo è proprio uno dei motivi della protesta del "panino day", destinata a riprendere dal 10 di gennaio, giorno della riapertura delle scuole, per contestare «l'aumento del 40 per cento - dicono i genitori - e il servizio offerto, per niente migliore di quello dell'anno scorso quando pagavamo 3,10 euro. Anzi, quasi peggiorato, visto che i tempi di consegna del mangiare sono sfalsati». I genitori affermano che spesso il cibo arriva in ritardo rispetto all'orario di mensa: «Talvolta la pasta è troppo cotta, oppure cruda, altre volte galleggia, letteralmente, in quantità di acqua esagerata, rendendo il piatto tutt'altro che appetibile». Nell'incontro di ieri sono state esaminate le situazioni del terzo e del settimo circolo didattico, ma le riunioni della commissione mensa si ripeteranno nei prossimi giorni così da coprire tutte le scuole materne ed elementari lucchesi. Il giudizio sulla qualità della mensa, da parte dei genitori e degli insegnanti presenti, è molto chiaro: «servizio discutibile, talvolta scadente». E sciorinano l'elenco dei piatti che non gradiscono: «Pasta scotta o cruda, zucchini, carote e verdure lessate in generale che galleggiano in piatti di acqua, cambiando colore e aspetto. Variazione del menù da un giorno all'altro senza preavviso e ripetizione dello stesso piatto più volte in una settimana». Problemi emergono in particolare a Nave, dove le turnazioni della mensa portano a servire un cibo o troppo cotto o assolutamente crudo. Ma difficoltà si registrano anche alla scuola elementare di Montuolo, alla Matteotti a Sant'Anna e a San Donato. Migliore, invece, la situazione a Sant'Alessio. Ma ovunque si può notare la stretta connessione tra edilizia scolastica inadeguata e servizio mensa: spazi troppo piccoli per tutti i bambini iscritti; tavoli e sedie non adeguati per l'età, confusione e difficile gestione (anche da un punto di vista della sicurezza) di tutte le situazioni da parte degli insegnanti. C'è poi chi mangia in classe con le monoporzioni, che arrivano a scuola così come partono dal centro unico di cottura. «Quello che si nota - dicono i genitori di Nave - è la disinformazione su ciò che viene somministrato ai bambini. Abbiamo saputo poi che gli alimenti biologici per alcuni piatti sono stati eliminati, vorremmo quindi sapere qual è il risparmio ricavato e, di conseguenza, a quanto ammonterà il risparmio per noi famiglie». Da gennaio diversi ispettori, appartenenti alla ditta del centro cottura, saranno presenti nelle scuole lucchesi nell'ora di pranzo per verificare l'arrivo del cibo, la qualità somministrata, lo stato dei piatti e per annotare tutto ciò che non funziona.
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