Il Tirreno

Lucca

San Francesco ospiterà camere, aule, laboratori e uffici della scuola Imt

Marco Innocenti
Una veduta dall’alto della struttura del S. Francesco
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Una veduta dall’alto della struttura del S. Francesco

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 LUCCA. Diventerà il campus della scuola di alti studi Imt, ma il complesso di S. Francesco (chiesa e convento) di giorno sarà aperto anche gli usi della città. L'acquisto dell'immobile da parte della Fondazione Cassa di Risparmio non soltanto mira a mettere a disposizione di Imt gli ambienti necessari per i laboratori e la ricerca, ma punta anche a rivitalizzare e riqualificare l'intero quartiere. Al Comune, che cede il complesso di sua proprietà, andranno 4,7 milioni che saranno in buona parte investiti per il restauro e la costruzione di nuove scuole. La Fondazione provvederà poi a ristrutturare convento e chiesa impiegando altri 11,5 milioni per completare l'intervento entro il 2012.  «Il contratto che abbiamo perfezionato questa mattina - spiega il presidente della Fondazione, avvocato Giovanni Cattani - è di grande importanza per lo sviluppo culturale, artistico ed economico della città. Nei nuovi ambienti a disposizione dell'Imt si potranno preparare persone le cui competenze potranno poi valorizzare le risorse sul territorio e cedere il know how acquisito negli studi e nella ricerca alla realtà imprenditoriale cittadina. Del recupero si avvarrà tutto il quartiere, sempre più destinato a diventare la cittadella degli studi dentro le Mura».  Cattani ha ricordato come sulla decisione ci sia stato pieno accordo con il Cda e l'organo di indirizzo: «Il nostro scopo è non solo contribuire al recupero di beni fondamentali. Vogliamo che l'intervento consenta di recuperare funzioni e attività in modo permanente».  Il progetto di restauro e recupero prevede tutte le opere e le dotazioni impiantistiche necessarie per l'adeguamento funzionale del complesso al fine di destinarlo a nuova sede del campus universitario dell'Imt. La destinazione prevede spazi residenziali, a completamento dell'intervento già realizzato nella porzione del complesso denominato "la Stecca", spazi per la didattica, spazi di rappresentanza, per l'amministrazione, per tecnici e di servizio.  Per la chiesa di San Francesco non sono previsti alcun adeguamento funzionale né cambio di destinazione d'uso; gli interventi, esclusivamente di restauro e risanamento conservativo si attueranno in due fasi: nella prima, si provvederà al consolidamento strutturale complessivo, con particolare riferimento alla copertura ed al fianco sud, successivamente si procederà al restauro e alla ricollocazione di tutte le opere d'arte e degli arredi. Negli ambienti annessi all'abside della chiesa. in corrispondenza dell'accesso al Giardino degli Osservanti, sarà allestito un piccolo museo archeologico dove saranno esposti i reperti della campagna di scavo.  Il progetto prevede la residenza, con camere e appartamenti a completamento degli spazi già realizzati nella Stecca, realizzata nei corpi di fabbrica in adiacenza al grande giardino a nord del complesso, mentre gli spazi per la didattica saranno organizzati attorno al primo e secondo chiostro e nel cortile. L'amministrazione e il portierato saranno situati all'ingresso su piazza S. Francesco.  Una seconda organizzazione per livelli prevede la sistemazione a piano terra di tutti gli spazi "collettivi" (aula magna, sale conferenze-seminari, laboratori e aule), al piano primo degli uffici e di parte della residenza, e infine al piano secondo solo residenza.  Per il sindaco, Mauro Favilla, è da sottolineare che il complesso recuperato avrà comunque spazi per la fruibilità della cittadinanza, durante il giorno.  «Il restauro prevede anche la realizzazione di un auditorium nella chiesa - ha aggiunta Favilla - e rappresenta un passo avanti importante nel rilancio urbanistico di questa parte del centro storico che, fino a pochi anni fa, era considerata quasi un sobborgo».

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